La risposta alla domanda, ve lo diciamo subito, è no: gli SSD o unità a stato solido, non miglioreranno il framerate dei vostri videogame preferiti. Se soffrite di tearing, stuttering o altri fenomeni legati a una scarsità di frame renderizzati, la soluzione ai vostri problemi giace altrove, normalmente in un cambio di piattaforma, soprattutto per quanto riguarda l’abbinamento processore/GPU: son questi ultimi infatti a occuparsi direttamente dei complessi calcoli legati al rendering grafico tridimensionale alla base dei titoli videoludici e solo un loro upgrade potrà garantirvi le prestazioni che cercate.

Questo però non significa che gli SSD siano completamente inutili. L’assenza di elementi meccanici al loro interno e l’utilizzo di moduli di memoria NAND Flash gli permettono infatti di offrire velocità di transfer rate molto più elevate rispetto a quelle ottenibili con un hard disk tradizionale: se i primi infatti si attestano solitamente almeno tra i 400 e i 500 MB/s i secondi nel migliore dei casi non raggiungono nemmeno i 200 MB/s.

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Tutto ciò si traduce in una maggior rapidità nel caricare sistema operativo e programmi, giochi compresi. Se nel vostro sistema c’è un SSD arriverete al desktop in un attimo, mentre i tempi di caricamento dei software sarà più che dimezzato. Inoltre è probabile che, nei cosiddetti giochi open-ended, quelli cioè in cui c’è un vasto mondo, completamente esplorabile sin dall’inizio, la presenza di un SSD impatti positivamente, limitando notevolmente, se non eliminando del tutto, quei fastidiosi scatti che si generano allorché il motore del gioco deve richiamare costantemente nuovi dati dalla memoria di massa per star dietro agli spostamenti del giocatore.

SSD come il Samsung EVO 850 possono garantire un ottimo mix tra prestazioni, prezzo e capienza, tenendo presente che solitamente un’unità da 256 GB è più che sufficiente per installare OS e giochi, lasciando libero l’utente di delegare a un hard disk tradizionale molto capiente il ruolo di memoria di massa per tutto il resto.

Per la cronaca, ecco qualche offerta per l’EVO 850:

Esistono infine anche SSD con interfaccia M.2 invece che SATA o mSATA, soluzione che sfrutta il bus PCIe, consentendo prestazioni ancora superiori, ma questi ultimi sono ancora davvero molto costosi e, a nostro parere, impongono un esborso non giustificato, almeno in ambito consumer, dal risparmio di qualche secondo nel caricamento dei programmi.

Nella nostra guida al miglior SSD, aggiornata ad aprile, troverete comunque tutte le spiegazioni tecniche del caso e un elenco esauriente dei modelli più convenienti per prezzo e prestazioni, buona lettura!

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