Un’ applicazione mobile ha una vita complicata, viene concepita e sviluppata e una volta approdata sullo store, tra le novità, per essere scaricata, la sua vita non può dirsi conclusa, compirà ancora un lungo percorso, un ciclo vitale che, in alcuni casi, la porterà fino alla morte, o meglio, alla rimozione. Vediamola insieme questa vita complicata…

1) La nascita.

La nascita di un’ app avviene probabilmente quando si decide di realizzarla, l’idea in sé non è sufficiente, è necessario scegliere in quale linguaggio svilupparla, se programmare in iOS o Android, o per entrambe le piattaforme. Creare applicazioni iPhone può essere più redditizio, mentre creare applicazioni Android permette di raggiungere un elevato numero di utenti e di avere un ritorno di immagine più efficace.

Se si ha la possibilità, è meglio sviluppare l’applicazione per entrambe le piattaforme, per non lasciare nessun utente escluso e dimostrare versatilità. Una volta creata l’applicazione seguendo delle regole specifiche a seconda del linguaggio prescelto, è giunto il momento di distribuirla. La piccola app si prepara a farsi conoscere al mondo.

2) L’approdo nello store.

La scelta del canale di distribuzione varia a seconda del tipo di applicazione prodotta, se si tratta di un’app aziendale da distribuire in una piccola cerchia di persone non è necessario scegliere la grande distribuzione, gli app store.

Google Play – Android

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È possibile distribuire un’applicazione su Google Play se si accettano i termini del contratto in cui si è responsabili dell’assistenza del proprio prodotto e si accetta che la propria app venga valutata dagli utenti. Inoltre le applicazioni che possono essere caricate su Play devono rispettare alcune norme che vietano la nudità e le scene di sesso, comportamenti violenti e incitamento all’odio.

Una volta caricata, l’applicazione sarà disponibile per gli utenti nel giro di mezz’ora-un’ora.

App Store – iOS

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Per quanto riguarda l’App Store per iOS i tempi si allungano di qualche giorno. Per venire approvata dalla casa Apple un’applicazione deve dimostrare di essere utile, oltre a non contenere immagini di violenza o incitare alla violenza, immagini pornografiche, diffamatorie o offensive nei confronti di religioni e gruppi. Alcune applicazione di fotografia sono rimaste escluse dalla grande distribuzione perché veicolavano foto di nudo.

Il requisito dell’utilità non è semplice da superare visto che molte applicazioni non hanno come scopo l’utilità, ma intendono semplicemente far ridere, intrattenere, ecc. Per inseguire la propria idea si corre il rischio di venire tagliati fuori dalla distribuzione di massa e la povera app corre il pericolo di sparire ancora prima di aver fatto il suo debutto.

3) Diventare popolare.

L’app nuova e fiammante il giorno del suo debutto fa di tutto per venire scaricata e scalare le classifiche. Essere una novità la rende attraente, ma conquisterà i cuori di tutti? Quante persone la scaricheranno? Riuscirà a scalare la classifica e diventare popolare? Un nome e una grafica catching, un contenuto interessante per un ampio target e un perfetto funzionamento sono le caratteristiche fondamentali.

Povera app, deve essere perfetta! E deve avere un business model che la sostenga, protegga e promuova almeno con l’utilizzo dei social network, blog, video. La nuova app uscirà indenne dai commenti dei suoi utenti? Riceverà delle recensioni positive? Forza app!

4) Un aggiornamento dopo l’altro.

La nuova arrivata è riuscita in pochi giorni a scalare le classifiche e diventare popolare, ma la sua corsa non è finita, deve cercare di mantenere o aumentare ogni giorno il numero di downloads. Per farlo deve venire aggiornata frequentemente e migliorata per rispondere alle crescenti richieste degli utenti, prendere spunto dalle critiche negative per migliorarsi. Dunque leggere sempre i commenti e i voti degli utenti: anche le critiche più cattive possono essere costruttive e utili al miglioramento dell’applicazione.

5) La rimozione.

Non sempre le cose funzionano come dovrebbero e purtroppo la parola fine esiste anche per le app. Quelle pensate per un evento o un periodo di tempo limitato hanno vita breve, ma rimarranno positivamente o negativamente nei cuori dei propri utenti. Le altre possono venire rimosse dagli Store e anche eliminate del tutto. Apple si avvale del diritto di eliminare le applicazioni poco utili, mal funzionanti o che violino il regolamento.

Così, da un giorno all’altro, l’app non è più scaricabile e solo quegli utenti che sono riusciti a scaricarla in passato possono utilizzarla. Un’ app può venire rimossa e cancellata anche dal suo sviluppatore, per problemi tecnici o perché si è deciso di puntare su altre tecnologie, come è avvenuto, ad esempio, per tweetdeek.

Anche la vita delle app è complicata e, a volte, ha una fine tragica. Auguriamo in bocca al lupo a tutte le nuove app.

Maria Spadaro, content editor presso twago

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