L’azienda giapponese Toshiba naviga in cattive acque, così cattive da avere una previsione di 4.16 miliardi di euro di perdite d’esercizio, una cifra prossima al fallimento totale. Per questo motivo l’azienda sarà sottoposta a una ristrutturazione drastica delle sue dimensioni e della tipologia di tutte le sue attività, i rami secchi saranno tagliati e si manterrà solo ciò che è davvero produttivo.

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Cosa significherà questo per noi consumatori europei? Sostanzialmente significherà che non vedremo più sugli scaffali dei nostri negozi i portatili consumer delle famiglie Satellite e Qosmio, che resteranno in vendita unicamente negli Stati Uniti e in Giappone, mentre per il resto del mondo l’azienda si concentrerà unicamente sul settore professionale.

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La scelta del resto è del tutto comprensibile vista la situazione attuale, determinatasi nel 2015, a seguito di uno scandalo contabile che portato dapprima al rinvio della presentazione del bilancio 2015 e quindi alle dimissioni dell’amministratore delegato e di altri sette membri del Consiglio di Amministrazione. Il conseguente annuncio delle perdite ha poi innescato una reazione a catena sui mercati, con un effetto domino che ha determinato inizialmente un crollo delle azioni alla Borsa di Tokyo pari al 9,1%, poi il recente declassamento dei titoli aziendali, precipitati al ranking “spazzatura” e infine a un ulteriore crollo in Borsa, di ben il 12.8%.

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Voci di corridoio recenti avevano anche iniziato a parlare di probabili acquisizioni totali o parziali, ad esempio da parte di Fujitsu o Vaio ma fino ad ora non si è concretizzato nulla di concreto. Noi comunque continueremo a seguire gli sviluppi della situazione per aggiornarvi eventualmente sul destino del brand, per cui se volete saperne di più continuate a seguirci.

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