Lettore di impronte digitali, rileggendolo in chiave Apple, TouchID. La Mela Morsicata, ha fatto di nuovo centro, tutti gli occhi virtuali di questo mondo, osservano e sperano di poter pigiare, ripetutamente col dito, su quel tasto Home così magico. Per fare cosa?

Per poter sbloccare un Iphone 5s oppure dare l’ ok per il download di applicazioni, ben poche cose rispetto alle soavi parole in fase di presentazione. Ma questo è lo stile Apple, non voglio ripetermi, non è questo il contesto. Non se la prenda Cupertino, il TouchID, è un di più, serve a poco ed è molto scenografico. Per me un flop, in parole semplici. Potrebbe sembrare una nuova, trita e ritrita, critica ad Apple, ma non è così.

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Il TouchID ha stimolato il mio pensiero, vado indietro nel tempo e vedo, Motorola Atrix. La casa alata, nel lontano 2011, propone, o meglio, ripropone, il lettore di impronte su mobile. Anche qui, ottimo per la scheda tecnica, eccellente per stupire, ma inutileAtrix ha riproposto, perché nel preistorico 2007, HTC presenta Shift, ibrido tra un moderno tablet e un notebook, che pochi conoscono e ricordano.

Indovinate cosa era presente su HTC Shift?

Si, il lettore di impronte digitali. Sebbene, il tentativo dalla data primordiale di HTC, sia comunque apprezzabile (come del resto, Apple e Motorola), ci troviamo di fronte ad un ulteriore integrazione andata a finire nel dimenticatoio. Ora, non mettiamo in dubbio, che Apple, sarà lodata e ricordata nella storia degli smartphone, per averci regalato la “nuovissima innovazione “ di turno, ma i tentativi di Motorola e di HTC, a conti fatti, sono stati negativi.

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Per quale motivo, Atrix e Shift, non sono riusciti a sfondare con il loro potentissimo lettore di impronte?

Ripetendomi: Apple verrà ricordata, ma eliminiamo dalla nostra indagine i milioni di ragazzini che comprano Iphone 5s, e cerchiamo di trovare una spiegazione logica a questa minestra, che ogni 3/4 anni, viene riscaldata. Il lettore di impronte digitali, non è ancora realmente utile, è decisamente una tecnologia ancora da migliorare e sviluppare.

Per questo motivo, nel 2007 HTC Shift, non si è imposto con il suo lettore, stessa cosa dicasi per Motorola Atrix nel 2011. Apple è un discorso a parte, ma in ogni caso, ha rispolverato qualcosa che sembra andare di moda.

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Tiriamo in ballo HTC One Max, terminale non ancora presentato, ma da alcune fonti sicure, sembra possedere il nostro caro lettore. Ora, tutti speriamo che HTC si sia inventata qualcosa per rendere realmente utile questa funzionalità per smartphone, ma qualcosa mi dice che non sarà così.

Se addirittura Samsung, in questi giorni, ha reputato ancora immatura questa tecnologia, un motivo ci sarà. Per fare un parallelo in casa, reputo più utili quei super lussuosi accessori per Galaxy S4, che tutti abbiamo prontamente dimenticato. Il che è tutto dire!

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Abbiamo realmente bisogno di un lettore di impronte su smartphone?

Attualmente no, molto più sicuro avere codici sparsi nella nostra testa, ma soprattutto molto più utile avere smartphone performanti, con una buona durata della batteria, con display che si legga bene alla luce del sole, con ricezione ottima, con una qualità di chiamata da fisso, con fotocamera di qualità, con materiali pregiati e design ricercati. Che i produttori si concentrino su cosa è realmente utile, e non su qualcosa che faccia gridare al miracolo gli amici.

Il futuro arriverà, ma non è adesso.

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