Cambiare il progetto di mobilità urbana. E’ questo l’intento di Uber, stando alle parole del Chief Product Officer Jeff Holden. Lo realizzerà grazie alle risorse che si stanno investendo sul progetto Elevate. Ma non lo farà da sola, bensì in collaborazione con la NASA, l’agenzia aerospaziale americana.

eVTOLs – I droni Uber da città

Nel corso del Web Summit di Lisbona, il CEO Jeff Holden ha illustrato eVTOLs (electric vertical take-off and landing vehicles). Si tratta di mezzi di trasporto aereo urbano: droni più silenziosi di un elicottero, capaci di trasportare fino a 4 persone, con lo scopo di collegare distanze medio-lunghe all’interno di città di grandi dimensioni. Sono, inoltre, completamente elettrici, quindi a bassissimo impatto ambientale, e potranno raggiungere una velocità massima di 320 km/h.

UberAir, o macchina volante, rappresenta la visone di Uber. Secondo l’azienda, viaggiare nelle metropoli americane è dispendioso, da un punto di vista economico e di tempo. Le persone hanno necessità di muoversi più velocemente e a basso costo. Si pensi, ad esempio, che dall’aeroporto di Los Angeles al centro città un utente impiega circa 80 minuti in taxi. Con un UberAir occorreranno solo 27 minuti.

Economici, silenziosi ed elettrici

I droni avranno la capacità di decollare ed atterrare verticalmente negli Skyport, strutture che saranno realizzate in collaborazione con la Sandstone Properties, in modo da creare postazioni dedicate, senza intralciare ed interferire con il traffico via terra. L’obiettivo è quello di essere pienamente operativi nel 2028, anno in cui si terranno i Giochi Olimpici a Los Angeles, città ideale per testare i nuovi velivoli dal 2020.

Il futuro del trasporto si sta avvicinando, e Uber si sta impegnando per portare la propria soluzione a basso costo. Volare, secondo l’azienda, richiederà un prezzo identico a quello di UberX.

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