Stando ai dati dell’ISTAT, tre quarti (75%) dei furti in case e appartamenti  numericamente raddoppiati nell’arco degli ultimi dieci anni – si verificano alla “luce del sole”, quando i proprietari sono fuori, al lavoro o indaffarati in commissioni.

Non sorprende quindi scoprire che gli italiani sono pronti a scegliere di sentirsi più sicuri con la tecnologia dei sistemi di video sorveglianza on demand, anche a costo di sacrificare la privacy – sia la propria sia quella di chi gravita intorno alla propria abitazione.

I risultati di un’indagine condotta da RISCO Group rivolta ai propri utenti dello Stivale confermano questi trend: il 95% dei rispondenti, infatti, mostra una propensione positiva nei confronti della video sorveglianza (già dispone, vorrebbe o  conosce i sistemi di video sorveglianza) con quasi un terzo degli italiani che non pensa sia necessario dover informare le persone della presenza di dispositivi di video sorveglianza in casa.

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Le tradizionali porte blindate e le inferriate sembrano ormai passate di moda o comunque considerate insufficienti a proteggere l’ambiente domestico: il 48% dei consumatori italiani dispone già di almeno un dispositivo di video sorveglianza in casa e quasi un quinto (18%) vorrebbe installarne uno entro i prossimi due anni. Diversamente, è solo una piccola fetta di italiani (7%) ad ammettere di non conoscere o non desiderare alcuna soluzione video.

I sistemi di sicurezza tradizionali non sono più sufficienti allo stato attuale. Si guarda con favore crescente a sistemi di sicurezza tecnologicamente avanzati, fino ad arrivare a quelli gestiti da remoto, via smartphone o tablet, che offrono affidabilità e immediatezza. Consapevole del valore aggiunto di un dialogo diretto e costante con i propri utenti, RISCO Group ha deciso di coinvolgerli in un’indagine per meglio approfondire la loro attitudine nei confronti di video verifica e video sorveglianza, vedendo confermati il trend positivo e l’interesse in continua crescita verso soluzioni innovative in grado di garantire un elevato livello di sicurezza e affidabilità.

In questo contesto, si inseriscono perfettamente VUpro e VUpoint, le soluzioni di RISCO Group pensate per offrire agli utenti una supervisione e una protezione ancora più affidabili, combinando l’avanzata tecnologia cloud e la possibilità di controllare l’abitazione da remoto.

Ivan Castellan, Branch Manager di RISCO Group Italia

Tra le motivazioni che spingono gli utenti a orientarsi sempre più verso sistemi di video verifica e video sorveglianza all’avanguardia il bisogno di proteggere i propri beni e la famiglia da potenziali intrusi rappresenta il fattore determinante (66%), seguito dalla volontà di sentirsi al sicuro anche a distanza (19%) e di avere il controllo totale della casa (11%), grazie alla possibilità di richiedere video verifica o immagini in tempo reale in qualsiasi momento e ovunque ci si trovi.

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Sono sempre di più, infatti, gli italiani che riconoscono nella tecnologia mobile un nuovo fondamentale strumento per monitorare la sicurezza della casa in pochi clic. La familiarità degli utenti con la video verifica è ulteriormente confermata dai dati: 1 utente su 4 dichiara di sfruttare questa funzionalità collegandosi al proprio smartphone/tablet più volte al giorno e il 14% almeno una volta nel corso della giornata. Inoltre, un chiaro segnale di interesse verso soluzioni di sicurezza video è rappresentato anche dalla propensione dei consumatori italiani a investire per rendere la propria casa più sicura grazie alla tecnologia: per proteggere il proprio nucleo familiare il 60% degli italiani si dichiara disposto a investire fino a 1.000 euro, il 32% tra i 1.000 e i 3.000 euro.

Le ultime innovazioni tecnologiche in ambito domestico stanno portando alla nascita di abitazioni sempre più controllate tramite video e a una maggiore consapevolezza da parte dell’utente degli innovativi vantaggi offerti dalla video verifica che, rispetto alla video sorveglianza, permette all’utente di ricevere una notifica di allarme nel caso di un evento (ad allarme inserito) e quindi di prendere decisioni tempestive.

Telecamere senza fili e digitali sono dunque la nuova frontiera per rispondere all’esigenza degli italiani di rendere più sicuri gli ambienti domestici, a partire dal giardino e dal soggiorno, dove gli utenti coinvolti nell’indagine di RISCO dichiarano di aver già installato dispositivi di video sorveglianza rispettivamente per il 48% e il 43%. Seguono garage (17%) e cucina (8%). I dati mostrano l’attuale corrispondenza tra i luoghi che già vedono presenza di dispositivi di video sorveglianza e i “desiderata” di chi ancora non ha impiegato questa tecnologia: guida la classifica il giardino (49%), seguito da soggiorno (41%), garage (30%) e cucina (18%). Curioso, infine, notare la potenziale propensione (e forse l’eccessivo scrupolo) a prevedere telecamere anche in camera da letto (15%) e dei bambini (10%), con una piccola percentuale (4%) che video sorveglierebbe persino il bagno.

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Pur di sentirsi più tutelati anche lontano da casa grazie alla presenza di sistemi di sicurezza video, gli italiani sono disposti a sacrificare la propria privacy: scuole (88%), ospedali (74%) e centri commerciali (72%) sono i tre luoghi pubblici dove è bene sapere attivi i sistemi di questo tipo.

Anche la privacy degli altri è qualcosa che gli italiani sono pronti a mettere in discussione e su cui non hanno le idee chiare in termini di obblighi da rispettare e di regolamentazioni: quasi un terzo degli utenti, infatti, non ha mai informato le persone della presenza di dispositivi di video sorveglianza in casa e un altro terzo non pensa sia necessario doverlo fare, fatta eccezione dei collaboratori domestici che vengono informati dal 16% degli utenti.

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