Ha fatto discutere nelle scorse ore una correzione alla legge italiana in merito al wi-fi gratuito nei locali pubblici dello Stivale. Se dopo vari Decreti Legislativi si era giunti alla libertà dei commercianti ad applicare il servizio di internet senza fili senza correre in alcun obbligo di sorta, nella modifica posta meno di 24 ore fa si leggeva: “Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento attraverso l’assegnazione temporanea di un indirizzo IP e il mantenimento di un registro informatico dell’associazione temporanea di tale indirizzo IP al MAC address del terminale utilizzato per l’accesso alla rete internet“.

La decisione ha fatto, nel vero senso della parola, il giro del web coinvolgendo responsabili di molti partiti italiani; col risultato che nel giro di poche ore, la “modifica” è stata modificata a favore di un wi-fi assolutamente libero: senza alcuna tracciabilità di IP.

Il nuovo articolo 10, annuncia:

1. L’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite tecnologia WIFI non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori. Quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l’articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni…
Conseguentemente:
a) sopprimere il comma 2
b) sostituire la rubrica con la seguente: Liberalizzazione dell’accesso ad internet tramite tecnologia WIFI e dell’allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete pubblica.

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