Questa mattina Xiaomi ha confermato su Weibo – maggiore social cinese – che in data 28 febbraio annuncerà a Pechino il suo primo chipset mobile, chiamato “Pinecone” proprio come la sussidiaria del colosso cinese che lo produrrà. Non ci sono, per il momento, altri dettagli, anche se va sottolineato il fatto che durante lo scorso mese di ottobre sono circolate indiscrezioni circa l’impiego, da parte dello smartphone Xiaomi Mi 5c – nome in codice “Meri” -, del suddetto chipset proprietario. Alcuni report provenienti da Geekbench hanno lasciato tracce di un processore octa-core affiancato a 3GB di memoria RAM e Android 7.1.1 (anche se in effetti le prime foto leaked legate al dispositivo mostrano l’impiego di Android 6.0 Marshmallow).

Il piano di Xiaomi è tutt’altro che segreto. Stando al Laoyao, esperto del mondo dei semiconduttori, Pinecone Electronics sarebbe una joint venture fondata da Xiaomi e dal produttore di chip Leadcore nel novembre del 2014; Xiaomi deterrebbe il 51% del pacchetto azionario della società. Il progetto, dunque, sarebbe in piedi da oltre due anni. Xiaomi potrebbe dunque presto sganciarsi parzialmente da Qualcomm e MediaTek, sfruttando la propria tecnologia sviluppata in casa e abbattendo i costi nel lungo termine.

xiaomi pinecone

Nel momento in cui Xiaomi dovesse riuscire a replicare le performance e le funzionalità dei chip presenti sul mercato, potrebbe sfruttare la produzione dei propri chip proprio come Samsung e Huawei, che spesso e volentieri mettono in campo proposte dotate dei propri chip Exynos e HiSilicon, o come Apple. Rimaniamo in attesa dell’annuncio ufficiale per scoprire quali sono le potenzialità del primo chip Pinecone.

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