Eni For: il report di sostenibilità che guarda al futuro

Il tema della sostenibilità è sempre più sentito a livello globale. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) condivisi dalle Nazioni Unite necessitano di azioni concrete, che permettano di lavorare nel presente con un occhio di riguardo per il futuro.

È in questo scenario che Eni opera quotidianamente per innovare mezzi, tecnologie e procedure, pensando al futuro dell’ambiente, ma anche allo sviluppo locale delle aree in cui opera e alla salute delle persone che le abitano e che compongono l’azienda.

Eni For 2018 è il tredicesimo report di sostenibilità verificato da EY e permette di conoscere nel dettaglio le iniziative che l’azienda ha intrapreso nel 2018 e le strategie aziendali attivate nel campo della sostenibilità in tutte le sue accezioni: dalla riduzione delle emissioni a effetto serra al rispetto per l’ambiente; dai diritti umani alla formazione delle persone; dalla cooperazione allo sviluppo all’accesso all’energia.

Come riporta il documento: “l’Agenda 2030 identifica i 17 Sustainable Development Goals (SDGs) che rappresentano obiettivi comuni di sviluppo sostenibile per le complesse sfide attuali e costituiscono un riferimento importante per la comunità internazionale. Nell’ambito di queste sfide globali, l’energia svolge un ruolo essenziale per il raggiungimento dei bisogni primari, per lo sviluppo socioeconomico dei Paesi, per la protezione ambientale e la sicurezza internazionale. Con questa consapevolezza, all’interno del proprio Piano Strategico 2019-2022, Eni ha definito degli obiettivi per contribuire direttamente o indirettamente al conseguimento degli SDGs”.

 

Azioni concrete per obiettivi specifici

L’energia svolge un ruolo essenziale per il raggiungimento dei bisogni primari, per lo sviluppo socioeconomico di ogni Paese, ma ha anche per la protezione ambientale e la sicurezza internazionale.

Rendere l’energia pulita e accessibile e allo stesso tempo contrastare il cambiamento climatico sono obiettivi globali (SDGs 7 e 13) a cui Eni guarda con particolare attenzione e per cui si è attivata per “creare valore di lungo termine attraverso l’accesso alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile per tutti in un futuro low carbon”. Lo spending complessivo previsto nel quadriennio 2019-22 per decarbonizzazione, economia circolare e rinnovabili è pari a circa 3,6 miliardi di euro. Altri investimenti avranno l’obiettivo di raggiungere una Net zero carbon footprint sulle emissioni dirette delle attività upstream valorizzate in equity al 2030 e una potenza installata per impianti di generazione elettrica da fonti rinnovabili di 5 GW entro il 2025.

L’approccio di business dell’azienda si prefigge di “incentivare una crescita economica, duratura, inclusiva e sostenibile favorendo l’innovazione ed una industrializzazione equa attraverso l’integrità delle operazioni” (goals 5, 8, 9 e 16). L’aumento della percentuale di donne in azienda, il potenziamento delle iniziative di work life balance, gli investimenti in formazione su temi innovativi e strategici – come la digitalizzazione, la transizione energetica e i cambiamenti climatici – e quelli dedicati alla salute sono alcune delle attività che vedono in primo piano le persone. Non manca una particolare attenzione all’integrità del business e ai diritti umani: Eni si impegna, infatti, in un miglioramento continuo del Compliance Program Anti-Corruzione e nella finalizzazione del Codice di Condotta Fornitori.

“Ridurre gli impatti ambientali attraverso una gestione responsabile delle risorse e modelli sostenibili di produzione e consumo, proteggendo gli ecosistemi in cui si opera” è possibile grazie ad interventi mirati (goals 6, 12, 14 e 15).

Eni ha raggiunto una percentuale di riutilizzo delle acque dolci pari all’87% e, attraverso il piano quadriennale, intende aumentare l’acqua di falda bonificata e riutilizzata per scopi civili o industriali e, parimenti, avviare iniziative per l’utilizzo delle acque di bassa qualità in sostituzione dell’acqua dolce. Aumenta anche la quota di rifiuti destinati a recupero e si rafforza la cultura della sicurezza di processo, grazie alla costituzione di un pool di process safety auditor interni e al monitoraggio delle azioni correttive emerse dagli audit.

Se gli obiettivi sono globali, gli interventi devono essere attivati anche su scala locale: Eni si è attivata per “sostenere i Paesi ospitanti, supportando percorsi di sviluppo sostenibili, sulla base delle necessità locali” (goals 1, 2, 3, 4, 10,11 e 17). Lo sviluppo locale è possibile grazie a investimenti previsti per 431,5 milioni di euro al 2022 in progetti relativi all’accesso all’energia off­ grid, all’educazione e formazione e all’accesso all’acqua e servizi igienici e salute.

 

Il report come punto di partenza e di arrivo

Il report Eni For 2018 ha permesso al colosso italiano dell’energia di essere inserito nella top 10 delle aziende con la migliore reportistica di sostenibilità, dall’analisi del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD).

All’interno del report, oltre alle azioni svolte nel 2018, è possibile trovare il dettaglio di tutte le strategie per i prossimi anni, in base alle priorità date da un’analisi continuativa dello scenario e ai risultati del risk assessment.

“Questo risultato è prova dei nostri progressi nell’integrare la sostenibilità nei valori dell’azienda”, ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

“Comunicare le nostre azioni in modo efficace è cruciale per unire le nostre persone, e ciascuna persona con cui lavoriamo, dietro ai valori legati alla sostenibilità.”.

In collaborazione con Eni

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