Il panorama degli smartphone rugged non ha molti contendenti sul mercato e questo Motorola Defy 2021 non è certo il primo con il suo stesso nome: era infatti il lontano 2010 quando Motorola rilascio uno dei primi smartphone resistente ad acqua e polvere chiamato Defy nel 2010 e a quel tempo aveva un modesto display da 3,7 pollici e Android 2.2. La linea Defy durò circa un anno prima che Google acquistasse Motorola e rilasciò il Defy+ e il Defy Mini sul mercato.

Motorola torna quindi dopo un decade con un prodotto che ovviamente incarna lo stesso spirito ma forte di oltre un decennio di avanzamento tecnologico e per questo il Defy 2021 di Motorola si presenta con un display da 6,5 pollici e con un hardware ed un software al passo con i tempi.

Motorola ha collaborato con gli esperti di smartphone rugged del team di Bullit Group per realizzare Motorola Defy 2021, che tra le altre cose si occupano degli smartphone CAT e Land Rover. Anche questi sono smartphone pensati per un’utilizzo all’aperto e se non avete bisogno di una fotocamera termica ma solo di tanta robustezza allora il nuovo Defy potrebbe essere lo smartphone che state cercando.

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Il Motorola Defy 2021 è disponibile in Italia ad un prezzo di listino di 329€ con uno street price che oramai si assesta intorno ai 270€ come su Amazon.it. Un prezzo che lo fa rientrare nella fascia mid-level dei tradizionali smartphone Android di oggi, dove ovviamente alcune delle specifiche tecniche sono state ridotte in favore di una resistenza superiore del dispositivo. Motorola Defy 2021 è infatti certificato per resistere a polvere e cadute da 1,8metri, oltre ad essere resistente ad acqua e umidità.

Il mercato rugged è molto di nicchia ed è pensato per scenari d’uso molto specifici, tuttavia fino ad ora il mercato non ha offerto soluzioni in questa fascia di prezzo, infatti se tralasciamo il costosissimo Samsung Galaxy 20 Tactical Edition ed il suo predecessore Galaxy Active, il mercato offre smartphone che spesso non hanno performance adeguate per l’utilizzo quotidiano di oggi.

Nei nostri test Motorola Defy 2021 non è risultato solo uno smartphone solido e affidabile, ma è stato anche piacevole utilizzarlo nel quotidiano e questo grazie al bilanciamento tra comparto hardware e software che non punta tutto sul fattore “rugged”. Scopriamolo meglio insieme.

Specifiche Tecniche

  • Dimensione:169.8×78.2×10.9mm, 232g; Glass front (Gorilla Glass Victus), plastic frame, plastic back; IP68 dust/water resistant (up to 1.5m for 35 mins), Drop-to-concrete resistance from up to 1.8 m, MIL-SPEC 810H compliant.
  • Display:6.50″ IPS LCD, 720x1600px resolution, 20:9 aspect ratio, 270ppi.
  • Chipset:Qualcomm SM6115 Snapdragon 662 (11 nm): Octa-core (4×2.0 GHz Kryo 260 Gold & 4×1.8 GHz Kryo 260 Silver); Adreno 610.
  • Memoria:64GB 4GB RAM; microSDXC (uses shared SIM slot).
  • OS/Software:Android 10.
  • Fotocamera posteriore:Wide (main): 48 MP, f/1.8, PDAF;Macro: 2 MP, f/2.4, AF;Depth: 2 MP, f/2.4.
  • Fotocamera frontale:8 MP, f/2.2, 1.12µm.
  • Registrazione video:Rear camera: 1080p@30fps;Front camera: 1080p@30fps.
  • Batteria:5000mAh; Fast charging 20W.
  • Altro:Fingerprint reader (rear-mounted); NFC; FM radio; 3.5mm jack.

Unboxing

La confezione di Motorola Defy è piuttosto tradizionale maci ha fatto piacere trovare anche il caricabatterie visto che alcuni produttori non lo includono semprein confezione. Al suo interno troviamo:

  • Motorola Defy
  • Cavetto USB-A / USB-C
  • Caricabatteria 20W MOTOROLA MC-202 con QC3.0 5V@3A, 10V@2A and 12V@1.67A
  • Laccio da polso da attaccare al bordo dello smartphone
  • Manualistica

Design e Materiali

Uno dei primi aspetti che viene sacrificato degli smartphone rugged è senza dubbio l’estetica, d’altronde sono prodotti pensati con in mente solo la sopravvivenza dello smartphone quindi scordiamoci display con bordi curvi, cornici sottili, fotocamere sporgenti e materiali “premium” quali vetro ceramica e simili. In questo smartphone quello che conta è la sostanza, e il Defy ne ha tanta da offrire e lo fa senza sacrificare troppo l’estetica.

Lo smartphone non è infatti il tipico smartphone rugged a cui siamo stati abituati in questi anni: è più alto della maggior parte di essi e abbastanza sottile, infatti stiamo parlando di 170 x 78 x 11mm per un peso di 234g che lo rende molto più sottile e leggero di altri competitor rugged e nonostante questo garantisce le medesime certificazioni MIL SPEC 810H oltre alla resistenza a polvere ed acqua.

Motorola Defy sa comunque distinguersi tra gli altri rugged: le sue misure sono di 169.8 x 78.2 x 10.9 mm e questo lo rende sicuramente più massiccio rispetto ai tradizionali smartphone consumer ma allo stesso tempo si discosta da quegli smartphone rugged estremamente ingombranti e pesanti. E’ un’ottimo compromesso tra i due mondi: è maneggevole ma mantiene l’alto grado di protezione e autonomia.

Motorola e Bullit hanno trovato un buon compromesso per il case del dispositivo, infatti non vi sono viti o altre “cerniere” sul retro come su altri smartphone rugged e la cosa che incuriosisce del design è l’angolo in basso a sinistra che è effettivamente un angolo e non rispetta le curve degli altri angoli.

Questo si è reso necessario anche per posizionare la fessura per agganciare lo strap incluso in dotazione. Una scelta particolare che caratterizza questo Defy e allo stesso tempo lo rende unico senza risultare goffo – un aspetto che non tutti i rugged possono vantare. Noi abbiamo testato il modello in colorazione nera, ma quello in colorazione verde presenta l’angolo posteriore colorato del medesimo colore verde.

La colorazione verde di Defy

Sul retro troviamo una superfice gommosa in TPU con una texture a linee che migliora il grip del dispositivo anche se dovessimo usarlo con dei guanti. Questo materiale viene spesso utilizzato nelle cover degli smartphone poiché è un’ottimo compromesso in termini di forza e flessibilità tra la plastica e la gomma e sarà il primo incaricato di proteggere il dispositivo dai danni da caduta. Come da tradizione c’è anche un sensore di impronte digitali sulla parte posteriore.

Il vetro è protetto dal Gorilla Glass Victus da 0,7mm ovvero l’ultima versione del famigerato vetro. Anche la porta USB ha una membrana per proteggere il dispositivo dall’umidità.

Come tutti i rugged, il vetro non è adiacente al display ma è leggermente incassato e questo aumenta la resistenza del display in caso di caduta anche se sacrifica un po’ l’esperienza utente in quanto si percepisce una certa distanza anche al momento del tocco. L’effetto è un po’ come quello dei display resistivi dei bancomat, dove anche li il display è separato dal vetro per la medesima motivazione. Si nota ovviamente se paragonato ad uno smartphone “tradizionale” ma nell’utilizzo quotidiano ci si abitua subito anche se non lo raccomandiamo di certo per giochi frenetici ma dubito che sia il primo pensiero di chi cerca questa tipologia di prodotto.

Lo slot per la SIM card è posizionato nel lato sinistra del telefono mentre il bilanciere del volume e il tasto push-to-talk ( che si può personalizzare ) è collocato nella parte destra. Sulla parte superiore c’è il jack audio da 3,5mm, un plus oramai raro da trovare per via delle dimensioni contenute degli smartphone di oggi.

Il display ha un foro a goccia che nasconde la fotocamera frontale da 8Mpx.

Protezioni e certificazioni

Motorola Defy è certificato IP-68 e questo ne garantisce la completa protezione contro polvere e l’immersione in acqua. Il dispositivo ha superato numerosi test per venire certificato MIL-STD-810H.

Per ottenere la certificazione MIL-STD-810H, i dispositivi devono superare una serie di prove estreme e vi riportiamo alcuni esempi come:

  • Test per garantire prestazioni a tutte le temperature, da un minimo di -32°C per oltre 48 ore a un massimo di 65°C per oltre 4 ore.
  • I dispositivi vengono esposti alla pioggia, sottoposti a spruzzi d’acqua da una determinata altezza e ispezionati per rilevare eventuali danni.
  • I dispositivi sono sottoposti a cicli di umidità compresi tra il 58% e l’88% nell’arco di 24 ore.
  • Dopo la simulazione di un percorso di 1600 km (1000 miglia) su fuoristrada, con balzi e vibrazioni di vari livelli, i dispositivi vengono testati per verificare che le prestazioni siano adeguate.
  • Viene simulato un evento in cui il dispositivo viene fatto cadere accidentalmente, ad esempio la rimozione da un ripiano o la caduta su una superficie dura durante la movimentazione.
  • I dispositivi e i relativi componenti sono sottoposti a una prova di resistenza all’esposizione alla sabbia asciutta e al vento. Il loro funzionamento viene testato in atmosfere cariche di polvere.
  • I dispositivi vengono testati in ambienti a bassa pressione per un periodo di tempo prolungato, in modo tale da simulare sia il trasporto che il funzionamento su un aereo.
  • La prova di resistenza alla nebbia salina consente di valutare la tenuta del rivestimento protettivo e della verniciatura di un dispositivo, oltre a verificare l’effetto corrosivo sui componenti elettrici interni.
  • I dispositivi vengono testati per determinare la resilienza a variazioni rapide della temperatura tra -21°C e 60°C.

Nella vita di tutti i giorni questi test si traducono in un dispositivo in grado di resistere a:

  • A prova di caduta fino a 1,8m – Progettato per resistere all’impatto di cadute ripetute su qualsiasi lato o angolo.
  • Completamente impermeabile fino a 1,5m per 35 minuti. Da qualche schizzo ad un tuffo completo in mare, l’esclusivo sistema di tenuta garantisce una protezione completa sott’acqua
  • Pulizia e protezione – Progettato per essere pulito con sapone o disinfettante per
  • la massima tranquillità, ovunque.

Insomma, come potete vedere il Defy è uno smartphone che non si lascia scoraggiare da niente. Durante la nostra prova abbiamo avuto l’autorizzazione a effettuare test controllati per simulare gli incidenti casuali della vita di tutti i giorni.

Confesso che nonostante fosse certificato per resistere a cadute da 1,8m mi si stringe sempre il cuore a lasciar cadere uno smartphone volontariamente. Con un paio di cadute da 1,2 mt per simulare una caduta dello smartphone dalla bicicletta il Motorola Defy si è rialzato più in forma che mai con solo qualche leggero graffietto praticamente invisibile sulla cover gommosa. Dopo aver capito di che pasta era fatto il Defy ho proceduto con altri piccoli test di “maltrattamento domestico controllato”: ho versato caffè ad un temperatura di circa 60° e lasciato esposto al sole per alcune ore ma il vincitore è stato sempre il Defy che ne è uscito illeso, senza neanche impuntamenti sofware dovuti alle temperature. Da questo punto di vista il dispositivo ha passato a pieno le nostre aspettative.

Ovviamente potremo pulire il Defy semplicemente lavandolo sotto l’acqua corrente e utilizzando detergenti o alchool senza causare danni. Comodo no?

Hardware e prestazioni

Display

Il display del Motorola Defy è un LCD da 6,5 pollici quindi molto simile al comune smartphone di oggi ma abbastanza grande nel mondo dei rugged. Ovviamente la resa del display non ha nulla a che vedere con gli smartphone tradizionali della stessa fascia di prezzo che spesso hanno già display OLED. Ma di questo non gliene facciamo una colpa di certo, tuttavia anche la luminosità ( circa 436nits di picco ) non è eccezionale e per uno smartphone pensato per l’utilizzo all’aperto non è proprio l’ideale.

Anche la risoluzione è solo di 1600×720 quindi un HD+. Una risoluzione FHD lo avrebbe reso sicuramente più appetibile nel 2022 ma probabilmente è una scelta data per mantenere il prezzo compatto e aumentare l’autonomia. In realtà è una scelta che quasi tutti i rugged adottano ma che prima o poi vedremo sparire in favore del FHD.

Il display mira allo spazio colore sRGB e i preset inclusi ( Saturato, Migliorato e Naturale ) ci si avvicinano senza centrare il bersaglio. Qualche regolazione manuale sarebbe stata apprezzata per gestire manualmente le tonalità.

Il refresh rate è un tradizionale 60Hz, quindi l’interfaccia risulta un po’ lenta se avituati allo standard che si sta attestando sui 90Hz per la fascia media e i 120Hz per la fascia alta. Ma anche qui è una funzionalità che non ci si aspetta da trovare da uno smartphone resistente come il Defy, quindi non lo prendiamo necessariamente come un malus visto che anche questo aumenta l’autonomia del telefono – ben più importante.

Alla fine dei conti il display fa quello che ci si aspetta e l’assenza del FHD non si nota nell’utilizzo quotidiano ma sicuramente avrebbe migliorato la resa dei contenuti multimediali e la lettura dei font più piccoli. Un vero peccato anche perché è presente il codec Widevine L1 che permette la riproduzione di contenuti protetti da DRM come su Netflix, che fornisce lo streaming a 720p+.

Audio

Sul Defy è presente un solo speaker collocato nella parte inferiore, un ero peccato visto che le cornici piuttosto larghe avrebbero potuto permettere un suono stereo, anche se neanche negli smartphone tradizionali è facile trovare un setup stereo nella fascia dei 300€. L’audio non brilla particolarmente anche se troviamo diversi impostazioni per aggiustarlo tra cui un equalizzatore che funziona piuttosto bene ma ovviamente non aiuta a colmare la qualità audio. Anche qui probabilmente per venire incontro al budget e per garantire le certificazioni Motorola ha dovuto fare delle scelte.

Un cuore Snapdragon 662 4G

Il Motorola Defy si affida al chipset Qualcomm Snapdragon 662, un ocatacore con connessione 4G. Una vera sorpresa visto che quasi tutti i rugged del momento utilizzano dei Mediatek.

Troviamo anche 4GB di RAM che sono il giusto per far funzionare bene Android e l’interfaccia snella di Motorola e 64GB di memoria RAM che può però essere aumentata tramite microSD. Troviamo anche connessione NFC, Wi-Fi ac 5 e Bt 5.1 quindi tutti standard piuttosto recenti. Il punto debole è forse la GPU Adreno 610 del chipset che non lo rende particolarmente versatile nel gaming e in generale nelle operazioni a grande richiesta di grafica.

Anche qui non troviamo la potenza migliore del mercato per il prezzo a cui viene proposto il Defy ma comunque un buon compromesso: lo Snap662 è un chipset affidabile a 11nm con buona connettività, la memoria è adeguata per l’utilizzo. Anche la fotocamera da 48Mpx e la ricarica rapida a 20W si posizionano nella fascia media di mercato mentre la batteria da 5.000mAh è senza dubbio tra le più grandi sul mercato.

Benchmark

Per gli amanti dei numeri, ecco alcuni test benchmark per il Motorola Defy con Android 10 ( patch Luglio 2021 ) .

  • PCMark (Work 2.0): 6456
  • Passmark: 5045
  • Passmark CPU: 2283
  • 3DMark Wild Life Vulkan: 372
  • LinPack MFLOPS: 1130

Fotocamera

Il setup del Motorola Defy consiste in 3 fotocamere sul retro e la fotocamera frontale con un sensore da 8Mpx. Ovviamente non troviamo un comparto esagerato ma in linea con il prezzo ed il tipo di dispositivo.

Il sensore principale da 48Mpx è quello che utilizzeremo di più tra tutti ed utilizza un sensore Samsung ISOCELL GM1 (S5KGM1) 1/2″ con pixel di 0,8um. Si tratta di un sensore molto utilizzato nella fascia media e regala performance adeguate alla fascia di prezzo ed era molto utilizzato nei mid-level del 2020. Ad oggi è leggermente datato considerato che oggi Samsung utilizza i GM2 con miglioramenti all’autofocus tra le altre cose.

Troviamo poi delle lenti f/1.8 con PDAF ma senza stabilizzazione ottica dell’immagine. Non c’è sensore ultra angolare, ma d’altronde neanche molti fascia media di oggi lo hanno quindi non ci sembra una grande mancanza.

Il resto del setup fotografico comprende due sensori da 2Mpx per le macro e i compiti relativi alla profondità dell’immagine quindi non eccitatevi troppo per il setup con tre sensori. I due sensori F/2.4 si affiancano al principale da 48Mpx ed entrambi sono forniti da Omnivision e sono parte della serie OV02B. Il contributo che danno al setup è principalmente quello di marketing visto che il miglioramento che dovrebbero apportare è minimo.

Nelle impostazioni potremo scegliere tra la risoluzione per la fotocamera principale scegliendo tra gli standard 12Mpx; per l’alta risoluzione a 48Mpx o quella più economa in termini di qualità e spazio occupato ovvero 8Mpx. Anche l’aspect ratio è selezionabile e potremo scegliere tra 4:3, 16:9 o 20:9. Tutte queste opzioni non saranno selezionabili quando attiveremo la fotocamera frontale.

In realtà gli scatti a 12Mpx sono il giusto compromesso visto che a 48Mpx la qualità maggiore dei dettagli non è tale da giustificare il peso extra delle immagini per questo ci sentiamo di raccomandare l’impostazione standard.

L’interfaccia della fotocamera è in stile Motorola e anche qui troviamo una fusione perfetta con il sistema operativo. Non troviamo troppi strumenti di abbellimento, emoji o altri effetti di post produzione ma potremo selezionare la modalità Pro per avere maggior controllo. Si può utilizzare anche per i selfie e potremo andare a regolare il focus manuale, il bilanciamento del bianco (2300 – 7500K), il livello di ISO, e altro ancora. Potremo anche salvare i file in modalità RAW.

Gli scatti con il sensore principale da 48Mpx non sono male anche se si notano i limiti di questo tipo di setup. In condizioni ottimali gli scatti sono apprezzabili, con buone tonalità dei colori anche se al primo zoom si possono iniziare a notare i difetti. Gli scatti con la risoluzione standard di 12Mp sono accettabili: d’altronde stiamo parlando di un setup fotografico economico con un sensore non recentissimo. E’ un setup molto simile a quanto visto con il Moto G Play. Anche l‘HDR funziona bene e si fa sentire donando quella vivacità in più alle foto luminose ed esaltandone i colori. Troviamo poi lo zoom digitale 2x 5x 10x

Purtroppo se alla luce del giorno possiamo ritenerci soddisfatti della qualità, al buio il sipario cala. Le foto in notturna sono molto sgranate e nonostante le ottimizzazioni di Motorola tendano a aumentare la luminosità, quello che viene sacrificato è la nitidezza. Sul display 720p del telefono sono ancora accettabili, ma quando li vediamo su un PC FHD allora vediamo i limiti di questo setup.

Anche se in nostro aiuto arriva la modalità notte che aumenta luminosità, nitidezza e contrasto con un’esposizione leggermente più lunga, questo non aiuta troppo in condizioni di scarsa luce. Non è ovviamente perfetta la modalità notte, ma è sempre meglio che scattare in modalità normale.

Il sensore frontale da 8Mpx per i selfie utilizza un sensore Samsung S5K4H7 – 1/4″, 1.12um con messa a fuoco fissa. Le foto con questo sensore sono in linea con le proposte di oggi nella stessa faccia anche se la messa a fuoco potrebbe essere gestita meglio. A parte questo le foto sono ricche di dettagli e anche i colori hanno buone tonalità naturali.

Il sensore Macro da 2Mpx ci ha regalato, con buona sorpresa, delle buone foto anche se dovremo perderci qualche secondo per trovare lo scatto giusto. I dettagli sono ovviamente limitati con solo 2Mpx tuttavia il risultato è buono così come i colori, inoltre nonostante la sua piccola dimensione questo sensore ha l’autofocus che non è sempre presente su questi setup.

Video

Motorola Defy può registrare video fino a 1080P sia con la fotocamera posteriore che con quella per i selfie con un aspect ratio di 16:9 oppure 20:9. La camera frontale ha il limite dei 30fps per la registrazione video, mentre per quella principale possiamo raggiungere i 60fps.

Non abbiamo molta scelta per le impostazioni e vengono utilizzati i codec AVC con audio AAC per un file in mp4. La qualità video nel complesso è buona e i movimenti sono fluidi per essere uno smartphone che non fa del setup fotografico la sua arma vincente. I video, nonostante i 1080p, sono un po’ scarni di dettagli e il range dinamico è limitato, ma ce ne accorgeremo solamente fuori dal display 720p del Motorola Defy, come ad esempio quando li vedremo su un PC.

Autonomia

Vediamo ora al secondo cavallo di battaglia del Defy oltre alle certificazioni per la resistenza, ovvero la capiente batteria da 5000mAh. Questa batteria è della medesima capienza di un altro Smartphoner Motorola, ovvero il Moto G30 che condivide molto con il Defy tra cui anche lo snapdragon662 e il display anche se da 90Hz nel caso del G30.

Il Motorola Defy con Android 10 che abbiamo testato non ha ancora le impostazioni di risparmio energetico intelligente come quelle che troviamo sul Moto G30 con Android 11, ma sicuramente è solo una questione di tempo per vederla anche sul Defy. Queste permettono di imparare la routine giornaliera di ricarica per ottimizzare la ricarica come rallentare la ricarica tra l’80 e il 100% per evitare surriscaldamenti a telefono carico. Nella vita quotidiana siamo arrivati tranquillamente a quasi 2 giorni di utilizzo con utilizzo moderato, proprio quello che ci si aspetta da un rugged.

Il caricabatteria incluso è da 20W con Quick Charge 3.0 che ricarica poco più del 1% di batteria al minuto: per una ricarica al 100% serviranno circa 90 minuti. Nella media anche se una ricarica più veloce avrebbe sicuramente giovato visto che la tendenza di mercato della fascia media è in genere intorno ai 40w.

Software

Nonostante sia già disponibile Android 12, al momento della prova il nostro Defy era aggiornato ancora ad Android 10 con patch di sicurezza di Luglio 2021. Non proprio il meglio in termini di sicurezza o per chi vuole uno smartphone sempre aggiornato anche visto che su Moto G30 è già presente Android 11 con diverse funzioni extra. Ovviamente è probabile che il Defy lo riceverà presto essendo molto simile al G30 ma al momento dobbiamo accontentarci di questo. Non vi è quindi la funzione Motorola “Ready For” per l’output video dalla porta USB.

Anche qui troviamo una UI Motorola molto sobria e Google-style. Non vi è praticamente bloatware e le opzioni aggiuntive di Motorola sono integrate bene nell’interfaccia nativa Android. L’app Moto fornisce tutte le impostazioni principali a portata di mano insieme ad alcuni tutorial. Avremo molte opzioni di personalizzazione e una collezione di wallpaper.

Troviamo anche tante gesture Motorola che funzionano anche con display in standby, inoltre la funzione di sblocco con il volto funziona piuttosto bene così come il sensore di impronte digitali. Non i più veloci sul mercato senza dubbio ma funzionali per l’utilizzo quotidiano.

Purtroppo mancano alcune features dell’interfaccia come la funzione swipe-to-split per dividere lo schermo oltre al pulsante power personalizzabile con due tocchi. Troviamo anche una funzione di Always On Display che mostrerà informazioni quando il sensore noterà movimenti vicino allo smartphone o se lo spostiamo, permettendo anche di leggere e rispondere alle notifiche. Troviamo anche una funzione che tramite gli occhi capisce se stiamo guardando il display, disattivando la sospensione del display – molto comodo se stiamo leggendo articoli ad esempio.

Tutto considerato il Motorola Defy (2021) ha un approccio nel tipico stile Motorola per quello che riguarda il comparto software e questo è sicuramente un plus per molti. Troviamo infatti un’interfaccia utente molto simile ad Android stock (AOSP): pulita, minimale, leggera e ben integrata con Android stesso.

Ovviamente il problema più grande è senza dubbio la vecchia release di Android disponibile al momento, Android 10, che probabilmente è anche la causa per l’assenza di alcune funzioni presenti invece sugli altri smartphone Motorola.

Speriamo che con l’arrivo di Android 11 molte di queste lacune si andranno a sistemare da sole rimettendosi al paro con gli altri prodotti delle altre linee Motorola.

Nonostante lo Snapdragon 662 non sia un campione di potenza per gli standard di oggi, Android 10 funziona in modo fluido e pulito per l’utilizzo quotidiano e non abbiamo notato impuntamenti o lag.

Conclusioni

Chi cerca uno smartphone rugged dovrebbe sapere bene a cosa va incontro: se da un lato della bilancia abbiamo uno smartphone certificato per resistere al peggio, dall’altro dobbiamo aspettarci qualche sacrificio per quanto riguarda le specifiche tecniche e soprattutto l’estetica e i materiali.

Il Motorola Defy si vuole collocare nella fascia di prezzo intorno ai 300€ e a livello hardware è paragonabile alle performance di uno smartphone “classico” nella medesima fascia di prezzo di un paio di anni fa. E’ stata poi una piacevole sorpresa trovare lo Snapdragon 662 al suo interno, in un mondo rugged dove i chipset Mediatek la fanno da padrona.

Ovviamente per ottenere le certificazioni IP68 e MIL-SPEC 810H si sono dovute fare delle scelte in termini di materiale extra e costi nella ricerca e sviluppo e per questo non è giusto comparare direttamente questi due mondi.

Ma nonostante questo il Motorola Defy ha alcune caratteristiche che non troviamo neanche sugli smartphone della stessa fascia di oggi tra cui il vetro Gorilla Glass Victus, una scocca gommoso o un touchscreen in grado di funzionare anche con le dita bagnate.

Ma la sorpresa più grande è stata senza dubbio il design, infatti Motorola defy non si confonde tra i dispositivi rugged molto massicci ma fa un passo avanti proponendo un dispositivo relativamente compatto e dall’ottimo feeling in mano.

Il Motorola Defy è uno smartphone rugged che si crede un smartphone tradizionale e ci riesce molto bene. Non è ingombrante da portare in giro e funziona molto bene per le attività leggere della giornata inoltre la capiente batteria da 5000mAh vi farà scordare del caricabatteria.

Da questo punto di vista un plauso va a Motorola e Bullit che hanno saputo trovare un buon compromesso che non sacrificasse l’autonomia o la resistenza. Soprattutto se consideriamo che nella fascia dei 300€ non è facile trovare smartphone con certificazione IP68 e MIL-SPEC 810H e Gorilla Glass Victus che non sia costosissimi oppure dalla performance sotto tono.

A livello di robustezza non abbiamo niente da dire al Motorola Defy: è sopravvissuto ai nostri maltrattamenti ma ovviamente è impossibile e non avrebbe neanche troppo senso fare test accurati in tal senso. D’altronde è per questo che esistono le certificazioni.

Anche il comparto fotografico è decente per la fascia e tipologia di prodotto, ma le limitazioni hardware da segnalare riguardano principalmente il display. Non troppo per il fatto che non sia in FHD ma solo HD+ ma quanto per la luminosità massima che in uno smartphone outdoor dovrebbe essere sopra la media. Per il resto è tutto al posto giusto, se tuttavia riusciamo a chiudere un occhio per la connessione Wi-Fi non velocissima, per la modesta memoria RAM e per un software non ancora al passo con il 2022.

Motorola Defy (2021) è uno smartphone per una specifica fetta di utenza ed è un dispositivo perfetto per tutti coloro che cercano un compagno indistruttibile senza sacrificare troppo prestazioni e portabiliyà. E’ infatti adatto per chi lavora all’aperto o in condizioni estreme.

Nel mio caso immagino che sarebbe perfetto come secondo smartphone da portare in campeggio o durante le escursioni in natura, dove cadute e maltrattamenti sono più frequenti e non dovrei preoccuparmi dei danni accidentali o dell’acqua, con la sicurezza di avere uno smartphone al mio fianco anche nelle peggiori condizioni.

In definitiva Motorola Defy (2021) è uno smartphone rugged che cerca di tendere la mano al mondo degli smartphone tradizionali e Bullit e Motorola sembrano aver trovato un buon compromesso. Con meno di 300€ avremo infatti uno smartphone certificato Ip68, MIL SPEC 810H e con vetro Gorilla Glass senza però dimenticarci delle dimensioni, dell’ergonomia, dell’autonomia e delle prestazioni che lo fanno spiccare tra gli altri rugged con cui compete.

Se cercate un rugged di fascia media che non sia un mattone di estetica e performance allora Motorola Defy è la scelta più azzeccata ad oggi, considerato anche che si trova già sotto i 300€.

Pro

  • Certificazione Ip68 e MIL SPEC 810H
  • Gorilla Glass Victus
  • Estetica Rugged ma non eccessiva
  • Tasto programmabile PTT

Contro

  • Display HD e poco luminoso
  • Ancora con Android 10
  • Niente fotocamera grandangolare
  • Poco luminoso
venduto da 
€ 252.99
€ 329  [-23%]

Galleria Foto

I nostri voti

Design e Materiali8
Prestazioni8
Display e Audio 6.5
Autonomia9.5
Software7
Fotocamera6.5
Rapporto qualità prezzo8
Voto finale7.6

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Co-fondatore e amministratore di Techzilla. Adora le nuove tecnologie e si occupa principalmente dell'amministrazione, del settore marketing e dell'aspetto grafico del sito.

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