Home News Su Venere potrebbero ancora esserci vulcani attivi

Su Venere potrebbero ancora esserci vulcani attivi

Idunn Mons, vulcano dal diametro pari a quasi 200 chilometri, avrebbe eruttato in maniera esplosiva in tempi recenti

Sappiamo che Venere è il pianeta del sistema solare su cui si trovano più vulcani. Fino a poco tempo fa, però, non era stato però possibile verificare se tali vulcani fossero ancora attivi. I risultati di un recente studio potrebbero finalmente dare una risposta a questo quesito: un team di scienziati guidati da Piero D’Indecco, osservando Idunn Mons – un enorme vulcano di quasi 200 chilometri di diametro – dal German Aerospace Center di Colonia, ha potuto dedurre che il vulcano è stato recentemente protagonista di una attività vulcanica di tipo esplosivo.

vulcani venere

Il team ha combinato una serie di immagini riprese nel vicino infrarosso dalla missione Venus Express dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) tra il 2006 e il 2007 con immagini radar ad alta risoluzione catturate dalla sonda Magellan della NASA nel 1990. Dal momento che il pianeta è coperto da una densa coltre di nubi che previene lo scatto di fotografie dettagliate da telescopi o veicoli spaziali, è stato necessario affidarsi a diversi tipi di immagini ed incrociare i dati. Gli scienziati hanno utilizzato una tecnica che “si spinge ai limiti della risoluzione dei dati” per poter guardare oltre l’atmosfera di Venere.

venere vulcano idunn mons
I cinque flussi di lava su Idunn Mons

In questo modo, è stato possibile identificare cinque flussi di lava distinti nei pressi del vulcano: uno ricopriva la sua vetta, mentre gli altri scorrevano sulle pendici verso la base. La zona nei quali sono stati riconosciuti i flussi di lava coincide con quella identificata come “calda” dagli strumenti a infrarossi di Venus Express; i flussi potrebbero quindi essere freschi e di recente addizione. Questi dati non sono però ancora sufficienti per avere la certezza assoluta che Idunn Mons sia ancora attivo.

Certezza che potrebbe arrivare dalla sonda giapponese Akatsuki, che è entrata lo scorso autunno nell’orbita di Venere e ha già cominciato a inviare dati sulla Terra, e da VERITAS, la futura missione a basso costo della NASA. Nel frattempo, gli occhi degli appassionati sono tutti puntati sul lander Schiapparelli, che nel pomeriggio atterrerà sulla superficie di Marte all’interno della missione di esplorazione ExoMars.

Via
Fonte

Partecipa alla discussione