Bentornato sulla superficie! E’ ora di ripopolare l’America ma facendo attenzione alle radiazioni, ai predoni, ai ghoul ardenti, a non morire di sete, ai robot fuori controllo e agli altri 945 fattori che potrebbero ucciderti la fuori. Bentornato su Fallout.
Come avrete intuito dalla premessa lo spirito di Fallout rimane pressoché il medesimo in questa nuova installazione della serie, se non fosse che Bethesda ha deciso di prendere il mondo post apocalittico di Fallout ed aprirlo all’online creando quella che per molti era un desiderio che diventa realtà.

Questo perché Fallout 76 è un’esperienza che potremo fare solamente online. Un azzardo sicuramente per moltissimi motivi ma allo stesso tempo un progetto grande e ambizioso. Fallout 76 non vuole essere il naturale seguito della serie principale dal momento che non segue la numerazione originale che avrebbe voluto un “Fallout 5” (seppur sia direttamente collegato alle vicende e all’ambientazione  originale) ma neanche uno spin-off come Fallout New Vegas dal momento che vuole essere un’esperienza totalmente nuova.

Non chiamatelo MMORPG però, perché nonostante alcune analogie con il genere la mappa in cui giocheremo avrà un numero limitato di persone, ovvero 24 per server ( ovvero la mappa ).

Insomma, un’esperienza di gioco totalmente nuova per i fan della serie ma Bethesda sarà riuscita nel suo intento? Scopriamolo nella nostra recensione di Fallout 76:

Nota: Aggiornamenti e Patch di Fallout 76

La recensione si basa sulla versione PS4 del gioco e per via di diversi problemi tecnici riscontrati Bethesda sta rilasciando patch ogni nuovo mese per correggere e migliorare l’esperienza di gioco.

Attualmente la recensione si basa sulla versione 1.0.4 del 10 Gennaio 2019. Il changelog completo può essere trovato qui per console e PC. Questo aggiornamento ( 1.0.4 ) come anche tutti i suoi predecessori corregge alcuni bug noti ma sopratutto mira a rendere il client e il motore di gioco più stabile e performante.

Precedentemente avevamo provato la versione 1.0.3.8 rilasciata per console il giorno 11 Dicembre. Tutte le novità del changelog ufficiale qui.

Ricordiamo che a Novembre era già stata rilasciata una patch (1.0.2) dal peso di 47GB circa. E quando vedi una patch da 47GB ( che equivale al download di un altro gioco in BluRay se ci pensate ) ti aspetti grandi cambiamenti e miglioramenti al gioco.

Questa premessa è d’obbligo visto che Fallout 76, al lancio, è stato bersagliato negativamente dalla critica per tantissimi aspetti tra cui le performance e la quantità di bug e glitch presenti.

Per questo terremo la recensione aggiornata in caso ci siano altre patch sostanziose che potrebbero incidere in modo marcato sul giudizio della recensione.

Trama

siamo arrivati in ritardo alla festa?

Se vi aspettavate un titolo dalla narrazione completa come i Fallout della saga principale allora dovremo smorzare subito il vostro entusiasmo. Nonostante il fattore online, che avrebbe potuto anche migliorare la longevità narrativa, in Fallout 76 l’incipit è davvero molto semplice. Fallout è un prequel narrativo, una storia alternativa della serie originale, ambientato nella Virginia dell’Ovest del 2102, ovvero 25 anni dopo che una guerra nucleare ha reso la superficie inabitabile.

Dopo aver creato minuziosamente il nostro personaggio modificando ogni lineamento del nostro volto, ci verrà mostrato un video Vault-Tech che riassume il motivo per cui tra pochi minuti dovremo andare là fuori a cercare di non morire tra radiazioni e nemici.

Il nostro Vault è il numero 76 dove vivono alcune persone “speciali” che spiccano per qualità, carattere, intelligenza o doti fisiche. Il Vault è tutto sommato un luogo piacevole dove vivere se consideriamo che durante la nostra permanenza nel Vault la superficie è bombardata e ricoperta da radiazioni causate dalle bombe nucleari.

La nostra avventura inizierà l’ultimo giorno dei 25 anni previsti di permanenza nel vault infatti ci risveglieremo nel proprio nel Giorno della Rigenerazione!

Ovvero quando è giunto il momento da uscire dal nostro caldo nido per iniziare a ripopolare l’America e combattere contro predoni, radiazioni e scarafaggi radioattivi. Anche perché le scorte di cibo e acqua del Vault sono comunque finite e di conseguenza le alternativa sono in ogni caso poche.

Purtroppo ci sveglieremo tardi, infatti nel Vault non sarà rimasto più nessuno e saremo quindi i “ritardatari” del Vault 76. Che ottimo modo per iniziare il primo giorno di lavoro!

Nessun NPC è presente in Fallout 76In realtà non vi ho ancora detto che in Fallout 76 non vi è alcun personaggio non giocante, ovvero nessun NPC presente nelle Wasteland a differenza dei Fallout precedenti e già per questo potete capire come la narrazione abbia subito un adattamento “a imbuto” che ne pregiudica la fluidità e lasciando che a raccontarci la storia di Fallout 76 siano per lo più oggetti che persone in carne ed ossa.

Le uniche persone presenti su Fallout 76 saranno infatti altri giocatori e i nemici, ma nessuna persona con cui parlare. Come se le Wasteland non fossero già aride!

Una scelta azzardata che forse Bethesda poteva gestire un po’ meglio pur mantenendo quell’uniformità che ha impostato per questa esperienza online che – ricordiamo – non vuole essere un MMORPG in quanto ogni mappa può avere al massimo 24 persone collegate. Infatti per la maggior parte del tempo dovremo andare da un punto A a un punto B per parlare con la Betty di turno e scoprire che è già morta, è scappata da quel luogo o si è trasformato in un robot. Si ha sempre la sensazione di essere arrivati tardi alla festa: ecco che succede ad essere i “ritardatari” del Vault 76.

Nel Vault 76 dovremo dirigerci verso l’uscita in quello che è un mini-tutorial dove dovremo raccogliere i nostri oggetti come il Pip-Boy 2000, alcune scorte di cibo e munizioni e sopratutto il nostro C.A.M.P. ovvero il campo base che dovremo costruire, potenziare e spostare di volta in volta nell’Appalachia che è il nome della zona dove ci troviamo.

Dopo neanche 10 minuti ci ritroveremo catapultati nel mondo esterni con una manciata di provviste e il nostro primo obbiettivo, quello di seguire il sopraintendente del Vault 76 che ci ha lasciato una “traccia” da seguire.

Gameplay

Possiamo definire Fallout 76 come un gioco di ruolo multigiocatore con una forte componente Survival che si svolge nel mondo di Fallout. Passeremo infatti la maggior parte del tempo nell’esplorazione e nella creazione del nostro accampamento grazie al C.A.M.P che fungerà da campo base ogni volta che decideremo di avventurarci da qualche parte.

Il C.A.M.P infatti ci permetterà di costruire alcune strutture basiche ma di grande utilità che saranno necessarie per cucinare il cibo, creare armi e armatura, dormire e difenderci con pareti e torrette dai nemici dell’Appalachia.

Di volta in volta potremo costruire nuove strutture grazie ai progetti che troveremo sparsi per Fallout 76, inoltre potremo scambiare i progetti che non ci servono con gli altri giocatori. Il C.A.M.P funge anche da zona di respawn in caso di morte ma ogni volta che vorremo spostare il nostro C.A.M.P. dovremo pagare una quantità di Tappi per riposizionarla. Maggiore sarà la distanza dove vogliamo ricollocarlo e maggiore sarà il costo. Per questo è importante trovare una posizione adeguata al nostro C.A.M.P. sopratutto se ci stiamo avventurando in zone pericolose.

Uno degli elementi più accattivanti di Fallout 4 era proprio la gestione degli accampamenti, che ritornano con un’interfaccia più intuitiva e utile nel mondo di Fallout 76.

Il C.A.M.P. risulta infatti essere il nostro campo base mobile e -nel bene e nel male- dovremo farci ritorno spesso per creare o riparare armi ed equipaggiamento, purificare l’acqua e cuocere il cibo, riposare o semplicemente per cambiare il nostro inventario.

In Fallout 76 è più evidente il concetto di modularità, che si manifesta in strutture esteticamente più schematiche. Infatti potremo creare sia dei semplici arredi che sbloccare di volta in volta strutture più utili per proseguire nel gioco. Con le ultime patch è stata anche introdotta la modalità “Bulldozer” che permetterà di rimuovere piccoli alberi e sassi che bloccano il posizionamento del C.A.M.P. oltre che un avviso al login che ci segnala se il nostro accampamento è occupato da estranei.

Abbiamo trovato particolarmente interessante la gestione congiunta degli accampamenti, ai quali ogni utente della squadra può contribuire con la costruzione di oggetti. Si sottolinea che i C.A.M.P. sono punti per il Viaggio Rapido gratuito – generalmente a pagamento in Tappi – e che più si è in squadra, più si hanno luoghi sicuri nella mappa per rifocillarsi.

Fattore sopravvivenza

tra radiazioni e carne di talpa

E’ chiaro sin da subito che il gioco ruota principalmente intorno alle meccaniche della sopravvivenza. Se questo era un fattore “di contorno” nei precedenti Fallout, in questo titolo passeremo gran parte del tempo a procacciarci materie prime, depurare acqua e cercare di sopravvivere.

Il fattore sopravvivenza è un aspetto chiave di Fallout 76I parametri che dovremo tenere in considerazione sono principalmente due: Fame e Sete. Queste sono delle barre che diminuiscono in base a tanti fattori, con una riduzione lenta ma progressiva semplicemente perché stiamo giocando. Ogni azione potrebbe influenzare questi parametri, ad incominciare da nuove zone più o meno aride, malattie, ferite subite o bonus/malus legati ad alimenti o equipaggiamento.

I valori di fame e sete devono essere ricaricate con cibi e bevande. In assenza di risorse, le barre scendono sotto la soglia critica che porta alla compromissione delle facoltà del personaggio o alla contrazione di malattie.

Un’altro modo in cui i valori di Fame e Sete influiscono sulla nostra esperienza è che se avremo troppa fame o troppa sete, la barra dei Punti Azione (PA, o Stamina) risulterà fortemente ridotta da una barra rossa e dovremo recuperare liquidi e cibo per riportarle al valore ottimale.

Allo stesso modo, assumendo cibo radioattivo, la barra dei Punti Salute risulta progressivamente compromessa come Bethesda ci ha insegnato. Ancora una volta troveremo gli strumenti come  RadAway, Rad-X, Stimpak e Med-X che potremo anche diluire in acqua pura per averne più dosi di piccola efficacia.

Se da un lato Bethesda voleva farci provare un’esperienza survivalista dove dovremo stare costantemente attenti a non morire di fame o sete, dall’altro troviamo meccaniche poco incisive e perlopiù frustanti.

Soddisfare Fame e Sete è percepito dal giocatore come un elemento che spezza un ritmo di gioco, costringendoci a deviare dai nostri intenti per recuperare un po’ di acqua e cibo prima di avventurarsi nuovamente. Ma basterà ingerire un po’ di acqua radioattiva e carne di scarafaggio per dimenticarcene, almeno per i prossimi 15 minuti quando avremo di nuovo fame.

Migliorare i propri talenti con le carte S.P.E.C.I.A.L.

Se veniamo da un’esperienza Fallout precedente a questa allora ritroveremo diversi elementi in comune che, nel complesso, funzionano bene. Il sistema di attributi è stato infatti rivisto e ripensato per via delle meccaniche multiplayer.

Nello specifico, occorre soffermarsi sul nuovo sistema di attributi che permette di salire di livello e migliorare grazie ad una collezione di abilità sotto forma di carte da gioco collezionabili.

I pacchetti di carte si ottengono al passaggio di alcuni livelli o tramite acquisti in-game. Ogni pacchetto contiene, oltre alle nostre carte abilità, una gomma da masticare dal gusto diverso ad ogni pacchetto. Queste finiscono tra i consumabili, e negli incarti sono stampate della freddure dal sapore post-apocalittico.

Fallout 76 prende i classici attributi dell’acronimo S.P.E.C.I.A.L. e associa a ciascuna lettera una categoria di “carte” dedicata e che include diverse skill specifiche che riguardano quell’attributo e che possono essere potenziate.

Potremo infatti aggiungere una carta di livello 1 ( o potenziarne una già esistente ) per ogni punto abilità di ogni attributo.

A ciascuna carta è associato un numero, e la somma dei numeri dev’essere minore o uguale al livello del singolo attributo. La profondità del meccanismo è accentuata dalla cumulabilità degli effetti di carte identiche e dalla possibilità di scambiare queste carte con gli altri giocatori del nostro server.

Fallout 76 – Belli gli amici, ma proseguo da solo…

Bethesda ha cercato di rendere l’esperienza di Fallout 76 quanto più social possibile, ma al momento sembra che non sia riuscita nel suo intento. Nonostante le fondamenta ci siano tutte, l’implementazione delle meccaniche social non sembra aver soddisfatto gli utenti, infatti per la maggior parte del tempo non sentiremo la necessità di collaborare con altri giocatori, proprio perché il gioco sembra voler remare contro la sua stessa anima multiplayer.

Fallout 76 è infatti privo di veri elementi che spingano i giocatori a creare un party per esplorare insieme le Wastelands. Esclusi gli eventi occasionali sparsi per la mappa, la sensazione è quella di trovarci in un mondo completamente arido anche dal punto di vista delle interazioni sociali, i giocatori che incontrerete saranno quasi sempre di passaggio. E anche quando si tratta di missioni da affrontare insieme ognuno pensare a fare la sua parte del lavoro per prendere punti esperienza ed oggetti, ma nessun evento spinge ad unioni durature tra i giocatori.

Inoltre se non avete degli amici con cui giocare l’esperienza sarà veramente frustrante: l’impossibilità di comunicare in maniera diretta con gli altri giocatori rende la coordinazione del gioco frustrante ed inconclusiva spingendo il party a sciogliersi. Fortunatamente con le ultime patch ( 1.0.3/ 1.0.4 ) è più facile parlare tra i membri del party rendendo l’aspetto sociale decisamente più fluido.

L’assenza di PNG è motivata dalla volontà di Betesdha di dare più corpo alla componente survival e permettere al giocatore di immedesimarsi meglio. Tuttavia, diversi fattori contribuiscono all’appiattimento di questa meccanica: nonostante qualche patch per migliorare le meccaniche co-op, Il sistema di comunicazione è ridotto a una serie di emote che nella maggior parte dei casi rendono l’intesa nulla. Inoltre, la chat vocale è disattivata dalla maggioranza dei giocatori che incontreremo online, rendendo la comunicazione quasi nulla.

Le missioni in Fallout 76 – insieme è meglio

Come era lecito aspettarsi gran parte del tempo lo passeremo a farmare oggetti di prima necessità nelle lande desolate dell’Appalachia. Trattandosi di un gioco con un marcato accento Survival rispetto ai suoi predecessori, ci troveremo spesso a raccogliere acqua, fiori e carne di vario genere oltre che acquistare strumenti e alimenti quando possibile.

Ovviamente dovremo tenere sempre sotto controllo la nostra condizione fisica, in primis con le barre di acqua e fame che se vengono troppo compromesse riceveremo dei malus sotto forma di prestazioni diminuite delle statistiche ( quali vita e stamina )oltre che fastidiose malattie mutanti che ostacoleranno i nostri progressi.
Ovviamente non sarà difficile trovare oggetti basilari per la sopravvivenza come carne in scatola o acqua putrida ( che potremo purificare avendo gli appositi oggetti ) ma volete mettere a confronto delle ottime costolette di Yao Guai con delle gomme da masticare? L’acquisto di risorse, il quale avviene attraverso la preziosissima valuta dei Tappi, è possibile esclusivamente tramite terminali di vario genere o presso i negozi tenuti dai Protectron. Questi ultimi, buffi e goffi robot dalla voce simpatica, fanno prezzi tutt’altro che di favore, in modo da spingere il giocatore verso l’ambiente di sopravvivenza primario.

Come abbiamo accennato prima il mondo di Fallout non ospita altre forme di intelligenza non giocanti. Tutta la narrazione si svolgerà quindi attraverso terminali di gioco, olonastri o fogli sparsi per la mappa. Se all’inizio saremo presi dalla curiosità di scoprire cosa è successo nella West Virginia, con il passare del tempo il giocatore portebbe annoiarsi di questo stile narrativo dando meno peso agli intrecci della storia e spingendo il giocatore al consumo compulsivo di quest solamente per proseguire nella storia.

Probabilmente in un altro contesto il tutto avrebbe potuto funzionare ma questa scelta di Bethesda non sembra aver convinto appieno i giocatori, privandoli immotivatamente di profondità e dei personaggi non giocanti che potevano conferire colore e carisma allo stile narrativo.

Nonostante il gioco sia solamente online e quindi spinga molto forte sulla componente “ehi giocatore dall’altra parte del mondo! Aiutiamoci a vicenda, hai missioni da fare o cose da scambiare?” all’atto pratico Fallout 76 manca il bersaglio. Fallout 76 semgbra privileggiare il gioco in solitaria, anziché le azioni congiunte.

Chi vuole trovare compagnia su Fallout 76 è quasi obbligato a rivolgersi a canali esterni quali Facebook o gruppi telegram. E per un gioco che punta tutto sull’online questo è sicuramente un grande fallimento. Abbiamo infatti sentito la mancanza di quella melassa di coesione dei vari componenti. Ci sarebbe piaciuto avere uno spazio comune dove radunare i giocatori nonché strumenti di gioco come chat che stanno venendo introdotte solamente ora con le ultime patch di gioco ma che al lancio erano assenti.

Combattere nell’Appalachia – tra pistole di legno, spranghe di ferro e bombe atomiche

Come vedremo in seguito nella recensione, il Creation Engine di Bethesda comprime la creatività degli sviluppatori e questo si ripercuote anche nelle meccaniche di combattimento. In particolare ci ritroviamo di fronte a leggi della fisica poco accurata e altri problemi che Bethesda si trascina da anni.

Nonostante le ultime patch abbiano cercato di arginare il fenomeno, ci ritroviamo ancora davanti ad una fisica molto semplicistica delle armi da fuoco e a meno che non avremo un’arma particolarmente precisa e affidabile non sarà facile colpire i nemici senza lo SPAV.

Parlando del sistema di puntamento SPAV questo è stato ovviamente rivisto per le meccaniche online. Invece di fermare il tempo permettendoci di mirare adeguatamente, ci ritroveremo di fronte ad uno SPAV in stile Fallout 4 dove i nemici si muoveranno al rallenty e dove noi potremo mirare ai singoli arti.

Anche con le armi da mischia la situazione non migliora: a meno che non ci troviamo proprio di fronte ai nemici per la maggior parte del tempo sferreremo fendenti verticali che spaventeranno le mosche. Nonostante questo è preferibile l’utilizzo di armi da mischia durante il nostro vagabondaggio per risparmiare proiettile e infliggere maggiori danni.

Per quanto riguarda la rosa delle armi, troviamo una buona varietà, nonostante alla fine ci si riduca a utilizzare in modo preponderante il classico fucile da caccia e i fucili a pompa. Ovviamente non mancano armi iconiche di Falloout come la sparachiodi o il Fat Man che ( per fortuna ) non sono facili da reperire e sopratutto non rintracciabili come oggetti nel mondo di gioco.

Gli ardenti, I nuovi nemici di Fallout 76

Come abbiamo visto in questo nuovo capitolo di Fallout troveremo dei mostri simil-zombie chiamati Ardenti. Non vogliamo svelare niente della loro origine ma le loro sembianze ricordano proprio quelle di uno zombie scuoiato della sua pelle.
Da non confondere con i Ghoul, infatti nonostante la similitudine evidente negli ardenti possiamo notare piccoli elementi che impreziosiscono l’aspetto, quali minerali, che rendono questo nuovo tipo di nemici gradevole da osservare.

Tra i mostri dell’Appalachia troveremo anche i Supermutanti, oltre ad animali ostili di vario genere e di mostri leggendari come Deathclaw e Schorched Beast.

Fallout 76 – Conclusioni

Fallout 76 è stato un titolo attesissimo da molti, tra cui il sottoscritto, che non vedevano l’ora di tuffarsi in un’esperienza online con altri giocatori nel mondo post-atomico che Bethesda ci ha fatto amare con la saga principale single-player.

Non è un segreto che il titolo al lancio abbia subito un tornado di valutazioni negative, infatti nonostante le ottime promesse, Fallout 76 ci è sembrato -al lancio- un gioco acerbo e incompleto.

La critica principale non va mossa principalmente all’idea e alle meccaniche, ma ad un’insieme di scelte di Game Design che hanno ammazzato tutti i buoni propositi di questo titolo. 

E’ ora di svecchiare il Creation Engine e adattarlo all’online

La pecca più grande è probabilmente rappresentata dal Creation Engine, il motore che da anni segue Bethesda e che è stato utilizzato per titoli tripla AAA come la saga Fallout e Skyrim. E c’è da dire che in quel modo funzionava davvero bene, ma se stiamo parlando di un gioco online del 2019 allora è palese che le limitazioni del Creation Engine si sono fatte sentire sulla pelle dei giocatori.

Il motore grafico inizia a far sentire il peso dei suoi anni e crediamo che debba essere completamente rivisto per un’esperienza multiplayer appagante. Movimenti eccessivamente legnosi, problemi di texture con prefab che diventano trasparenti e sopratutto performance veramente scadenti su console.

Su PC la situazione è leggermente migliore, complice un hardware solitamente più potente di una PS4 o XBOX One, tuttavia anche in questo caso ad oggi e con le ultime patch si riscontrano diversi problemi e cali di framerate nelle varie aree di gioco. Il Creation Engine non ci sembra più adatto ad oggi per questa tipologia di gioco e Bethesda dovrebbe prendere coraggio ( e sborsare tanti dollaroni ) per aggiornare il motore grafico che sembra rimasto ancorato al primo Fallout/Skyrim.

I bug presenti (sopratutto al lancio) erano davvero tanti, ma in un gioco di questa grandezza sono quasi tollerabili al lancio anche se la mole di problemi riscontrati dagli utenti era veramente immensa. Ovviamente a distanza di qualche mese i problemi più gravi sono stati risolti e con il passare dei mesi questa situazione non potrà che migliorare.

Infatti nonostante sia sul mercato da una manciata di mesi, Fallout 76 ha ricevuto già diverse patch sia per PC che console, ed in alcuni casi con patch molto sostanziose di oltre 40GB.

Un Fallout Online è sicuramente un metallo caldo su cui Bethesda può e deve continuare a battere, facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti con Fallout 76.

Ovviamente c’è ancora tanto da parlare su Fallout 76 e siamo convinti che torneremo a parlare di questo gioco nei prossimi mesi.

Gli elementi positivi di questo gioco ovviamente ci sono, in particolare se amate un’esperienza survival e il mondo di Fallout. Ci è piaciuta molto la mappa e le meccaniche di potenziamento del nostro personaggio. La componente survival è MOLTO marcata che potrebbe far contenti molti ma al contempo far storcere il naso a chi cercava un’esperienza un po’ più d’azione e meno di farming, infatti dovremo constantemente tenere sotto controllo i vari paramentri vitali per non soccombere nell’Appalachia.

Anche la “morte” è stata sottovalutata: le componenti Rouguelike fanno si che alla nsotra morte lasceremo gran parte del bottino sotto forma di un sacchetto di carta nel punto dove siamo morti, che dovremo recuperare quanto prima per riavere materiali armi e altri oggetti. Purtroppo a differenza di giochi “più cattivi” come la saga Dark Souls, il giocatore non sentirà quel brivido di pericolo del dover riandare a recuperare i propri oggetti ma sarà più un’azione frustrante che ci farà perdere tempo.

In conclusione vale la pena giocare a Fallout 76 ad oggi?

Probabilmente due mesi fa la risposta sarebbe stata un secco no, ma ad oggi abbiamo più elementi per giudicare questo titolo e l’ambizione di Bethesda in un’esperienza Fallout totalmente online.

Cominciamo con il dire che sicuramente chi ha acquistato il gioco al day 1 avrà avuto una brutta giornata, questo perché al lancio il gioco era ancora troppo acerbo, quasi da sembrare un gioco raffazzonato e lanciato in tempi stretti solo per motivi di business.

Ma ad oggi ci sentiamo di raccomandare il gioco ad alcune condizioni: a chi ama già il mondo Fallout o a chi cerca un’esperienza Survival post-apocalittica ben strutturata, con diverse aree da visitare, armi ed equipaggiamenti unici da creare, musiche sempre bellissime in stile retrò.

Il prezzo ora giustifica l’acquistoComplice di questo sono le corpose patch che Bethesda sta rilasciando con molta frequenza e che pian piano stanno migliorando il gioco e l’esperienza d’uso. Ovviamente i due pilastri che pesano maggiormente in modo negativo, ovvero i limiti del Creation Engine e del fattore Social molto fragile non sono aspetti che probabilmente vedranno mai grosse migliorie con patch di parte da Bethesda proprio perché sono componenti che andrebbero riveste ex-novo e che oramai è difficile da aggiustare.

Con i mesi l’esperienza di Fallout non potrà che migliorare con le patch anche se Bethesda continua a darsi la zappa sui piedi con piccoli inconvenienti come i tanti utenti bannati per via della scoperta di una dev-room piena di oggetti che sarebbe dovuta essere inaccessibile ai giocatori.

In conclusione raccomandiamo Fallout 76 a che vuole continuare la saga Fallout ma pur conscio che questo non è “l’esperienza Fallout Online” che ci si potrebbe aspettare, ma che comunque potrebbe regalare diverse ore di intrattenimento sopratutto per chi cerca meccaniche survival ben definite con parametri da tenere sotto controllo, tanti oggetti da trovare e costruire e una West Virginia completamente da esplorare. Questo nostro pensiero è avvalorato dal prezzo molto basso a cui è possibile trovare ora il gioco ora, infatti a distanza di pochi mesi è già reperibile a circa 30/35€ che lo rende decisamente più appetibile.

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I nostri voti

Trama6
Gameplay6.5
Audio Video7.5
Longevità7
Rapporto qualità-prezzo7
Voto finale6.8

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