Ora si cerca la novità nell’ottimizzazione delle cornici, nel regalare agli utenti il miglior fattore di forma del display, estremizzando, al contempo, il design. Gli smartphone di oggi sono diversi rispetto a quelli usciti un anno e mezzo fa. Almeno all’anteriore. E’ ciò su cui si sta puntando maggiormente, dato che il resto dell’hardware si evolve lentamente.
ZTE ci prova a modo suo, portando sul mercato lo ZTE Axon M, un dispositivo dotato di due pannelli in grado di unirsi e di creare una superficie touch da 6,75 pollici.

Uno smartphone che si crede un piccolo tablet

Videoreview ZTE Axon M

Unboxing ZTE Axon M

Elegante e ricca la confezione: il prezzo elevato deve essere giustificato, in qualche modo. L’Axon M supporta la ricarica rapida Quick Charge 3.0, questo significa che il caricatore in dotazione riesce ad erogare un gran quantitativo di energia (circa 20 Watt). Non mancano il cavo Usb Type-C e le cuffie, quest’ultime non di qualità eccelsa. E’ cosa rara, però, al giorno d’oggi trovarle all’interno della scatola di vendita di uno smartphone.

Scheda tecnica ZTE Axon M

Ciò che colpisce sono i due schermi LG da 5,2 pollici installati, tenuti insieme da una cerniera. Il resto delle specifiche, invece, non è particolarmente interessante: ZTE ha optato per un processore Qualcomm di fine 2016. Ecco la scheda tecnica completa dello ZTE Axon M:

Versione Sistema OperativoAndroid 7.1.2 Nougat
Dimensioni150.8mm x 71.6mm x 12.1mm
Peso230 grammi
CPUQualcomm Snapdragon 821 2x 2.15 GHz Kryo + 2x 1.6 GHz Kryo
GPUAdreno 530
RAM (GB)4 GB
Memoria interna (GB)64 GB
Pollici Display5.2
Risoluzione Display1080 x 1920 pixel
Tipologia DisplayIPS LCD Touchscreen Capacitivo Multitouch colori 16 milioni Gorilla Glass 5
Megapixel Fotocamera20
Capacita batteria (mAh)3180

Vai alla scheda completa: Scheda tecnica ZTE Axon M.

Design ZTE Axon M

Partiamo subito con le note dolenti. Lo ZTE Axon M è originale lato design, ma le conseguenza di determinate scelte lo rendono poco pratico nell’utilizzo quotidiano. C’è un display da una parte e un display dall’altra, entrambi tenuti insieme da una cerniera molto solida, ma sporgente da un lato quando si utilizza lo smartphone in Modalità Classica. Il frame laterale in metallo, come quello posteriore che si mostra nel momento in cui il secondo display viene aperto ed allineato al principale, donano qualità al tatto e robustezza, requisito fondamentale per un top di gamma, ma qui non funziona tutto alla perfezione.

Ci sono almeno tre aspetti fondamentali che vanno evidenziati:

  1. Mancanza di una scocca posteriore. Potrà sembrare banale, ma il problema è più grave di quello che si pensi. Quando è chiuso, l’Axon M non presenta una scocca vera e propria. Dominano, piuttosto, i display. Questa soluzione comporta un’attenzione particolare da parte di chi lo usa quotidianamente perché, in qualunque modo lo si utilizzi o in qualsiasi punto lo si appoggi, almeno uno dei due pannelli è sempre esposto al rischio di graffi. Rovinare un display non è mai una bella cosa. Per questo motivo, l’eccessiva attenzione che bisogna prestare nei confronti di questo ZTE potrebbe, nel corso del tempo, dare noia agli utenti;
  2. Eccessiva scivolosità. Per descrivere tale caratteristica non basta sottolineare che avere un display davanti e uno dietro significa toccare continuamente vetri Gorilla Glass, trattati oleofobicamente. ZTE Axon M è spesso quasi 12 millimetri ed ha un peso di 230 grammi: un piccolo lingotto compatto e pesante che tende a sfuggire dalle mani quando lo si maneggia durante la quotidianità;

3. Poca riconoscibilità del frontale. C’è una probabilità del 50% che, una volta tolto dalla tasca e cercato il pulsante di accensione laterale, il quale integra il sensore biometrico per il riconoscimento delle impronte, lo si impugni al contrario e, dunque, non si veda nulla perché il display acceso è quello posteriore.

C’è soltanto la fotocamera con il flash ad indicare il pannello principale, ma durante l’utilizzo quotidiano difficilmente si presta attenzione a questo dettaglio.

Display e audio ZTE Axon M

Quando si studia una soluzione di questo tipo, quando si punta sui display, occorre che almeno questi elementi siano di qualità. ZTE ha svolto bene il suo lavoro. Axon M possiede due ottimi pannelli. Nessun rapporto di forma allungato: i due schermi di LG sono 16:9, IPS FULLHD da 5,2 pollici.

Rivolgersi alla casa coreana per la fornitura di questo hardware è stata una scelta azzeccata. Che non si dica che gli IPS siano ormai poco appetibili. Le immagini riprodotte sono di buona qualità: i colori sono naturali, la luminosità è adeguata in ogni contesto di illuminazione ambientale. Sono i neri, però, a stupire. Non parliamo della stessa resa di un display AMOLED, ma c’è profondità: la differenza tra il nero riprodotto e la scocca nera dello smartphone non è poi così marcata. Questa resa dei pannelli fa digerire il Display Ambient, feature che non ha molto senso su display che non siano a matrice organica.

La magia avviene quando si fa leva sulla tacca che permette di aprire il secondo schermo. La cerniera installata accompagna il movimento, fino a quando le cornici laterali si toccano delicatamente, in modo da creare una superficie unica da 6,75 pollici. C’è soluzione di continuità: le immagini riprodotte sono spezzate nel mezzo da una banda nera formata dai bordi cornice, ma il risultato non è particolarmente fastidioso.

Un tablet tascabile

Gli sforzi dell’azienda si sono concentrati anche sul comparto audio. C’è tanta potenza sonora, grazie agli speaker stereo. In verità, la piccola cassa della capsula auricolare funge da tweeter, mentre la corposità del suono fuoriesce dal foro posto nella parte inferiore del dispositivo. D’altro canto, lo spessore di 12 millimetri ha permesso a ZTE di inserire un altoparlante potente ed avvolgente, grazie anche all’equalizzazione Dolby Atmos integrata nel software.

Utilizzo e prestazioni ZTE Axon M

Quando si parla di Multitasking, da ora in poi bisognerà riferirsi allo ZTE Axon M. E’ l’essenza della produttività, la più efficace implementazione del Multi Windows di Android. Qui si è andati oltre, al punto che la casa cinese ha ritenuto opportuno disabilitarne l’opzione di default. Per svolgere più operazioni contemporaneamente non occorre premere pulsanti o compiere particolari movimenti delle dita: basta soltanto aprire il secondo display e liberare la creatività.

Io posso da una parte leggere un articolo su Internet e dall’altra utilizzare un app di messaggistica, oppure guardare le mappe di Google su uno schermo, mentre sull’altro è in riproduzione un contenuto multimediale. Posso, perfino, leggere un libro e tenere a disposizione, contemporaneamente, il proprio biglietto aereo o quello del treno.

Produttività senza fine

La barra di navigazione di Android vede un pulsante nuovo agli occhi degli utente: una M. Questa si attiva quando il secondo display si apre e permette di scegliere la modalità di visualizzazione. La Dual, descritta poco sopra, è la più utile nell’utilizzo quotidiano. Ma il sistema permette anche di attivare la Modalità Condivisa, che duplica i contenuti su entrambi i pannelli e quella Estesa, che gestisce il sistema operativo come se fosse presente un solo schermo (grazie, anche, alla voce nelle Impostazioni che forza le applicazioni ad adattarsi alla schermata doppia).

Ciò che non convince sono le prestazioni. Da questo punto di vista ZTE non ha ottimizzato in maniera perfetta hardware e software : rallentamenti ed incertezze si notano in molteplici contesti di utilizzo dello smartphone. A bordo troviamo lo Snapdragon 821, un processore di fine 2016 (installato su OnePlus 3T e sul Google Pixel di I Generazione, per capirci). Nonostante non sia l’ultimo arrivato, il processore sarebbe assolutamente adeguato a svolgere le normali attività quotidiane, grazie anche al supporto dell’ Adreno 530 e di 4GB di RAM LPDDR4. Ma quando ci si muove nelle Impostazioni, quando si lanciano le applicazioni e quando si risveglia il display vengono fuori lag ed impuntamenti.

Non è certamente colpa del secondo display. Lo Snapdragon 821, quando il secondo pannello è attivo, deve solo movimentare una quantità di pixel superiore. I test effettuati in questa modalità non evidenziano un aumento delle risorse richieste dell’hardware. Il comportamento del processore è pressoché identico in tutte le condizioni.

Il limite è software. Oreo è stato promesso dall’azienda: chissà che le cose non migliorino con l’arrivo della nuova versione di Android!

Fotocamera ZTE Axon M

Poco verrà detto sulla fotocamera dello ZTE Axon M, poiché poco interessanti sono i risultati. La gestione del comparto fotografico è affidata ad un unico sensore Sony da 20 Megapixel. L’aggettivo da affiancare alla fotocamera è, in questo caso, “scomoda”. Può sembrare strano ma è proprio così.

Per scattare una foto con la camera posteriore è necessario girare il telefono, dato che è presente un solo sensore. Se si ha la necessità di tornare indietro di un passaggio o di tornare alla home, occorre girare di nuovo lo smartphone, in quanto il secondo display si disattiva. Un giochino noioso e poco pratico da effettuare ogni volta, con il rischio che questo ZTE cada dalle mani per la sua scivolosità e pesantezza.

Le foto e i video ottenuti dall’Axon M sono da medio di gamma. Sono buoni i risultati di giorno, con una buona esposizione e fedeltà nella riproduzione dei colori. Quando l’illuminazione ambientale diminuisce, si notano rumore video e perdita di dettaglio. I video possono essere girati in 4K a 30fps, ma manca la stabilizzazione ottica. La vera nota positiva è che il sensore risulta adeguato e soddisfacente per i selfie, rispetto anche a quanto offre la concorrenza.

Ecco qualche sample fotografico dello ZTE Axon M:

Conclusioni ZTE Axon M

Ho apprezzo lo sforzo di ZTE nel portare un telefono diverso sul mercato, soprattutto l’audacia dell’azienda nel lanciarlo ufficialmente anche in Italia. Tra le altre cose, ci sono alcuni aspetti di pregio che non ho approfondito, come la buona ricezione durante le chiamate e la soddisfacente durata della batteria, quest’ultima una rivelazione nonostante la presenza di due schermi.

Ma gli 899,99 euro che servono per acquistarlo nel nostro Paese sono decisamente troppi, anche se la rateizzazione in 20 euro per 30 mesi per i clienti TIM è un’opzione da considerare, se si desidera risparmiare sul prezzo finale. Un telefono eccezionale lato Multitasking, ma scomodo, poco pratico e poco smart in tutti gli altri contesti di utilizzo. Il peso, le fattezze e la scivolosità sono gli aspetti sui quali ZTE dovrà lavorare in futuro, se mai ci sarà una seconda versione del prodotto.

In ogni caso, complimenti a ZTE: l’idea è davvero interessante!

Offerte ZTE Axon M

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Pro

  • Produttività
  • Display
  • Audio

Contro

  • Scivolosità
  • Pesantezza
  • Fotocamera
  • Prezzo

I nostri voti

Design5
Display7.5
Audio7.5
Utilizzo6
Autonomia7
Fotocamera5.5
Rapporto qualità-prezzo6.5
Voto finale6.4

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