Introduzione

Puntuale come ogni Autunno è arrivato il nuovo top gamma di HUAWEI della famiglia Mate. Stiamo ovviamente parlando di Mate 40 e in particolare di Mate 40 Pro che oggi è il protagonista di questa recensione.

HUAWEI Mate 40 Pro è uno smartphone che incarna la quintessenza del concetto di flagship-phone grazie al suo hardware di altissimo livello sotto ogni aspetto, soprattutto in ambito fotografico.

Non è di certo uno smartphone per tutti, visto il costo di listino che si aggira attualmente intorno ai 1249€, ancora un gradino più alto rispetto ai suoi predecessori e segno tangibili che HUAWEI non ha intenzione di cedere il passo alla concorrenza.

Ma soprattutto non è per l’utente che ha ancora una forte dipendenza dai servizi Google, infatti come tutti i dispositivi Huawei del 2019-2020 anche questo Mate 40 Pro non dispone dei GMS ( Google Mobile Services ) ma utilizza gli HMS ( Huawei Mobile Services) e HUAWEI AppGallery. Questo significa che nonostante il sistema operativo sia Android AOSP non avremo possibilità di installare app come il PlayStore, Google Maps, Google Drive e tutte le app che utilizzano i servizi Google. Al suo posto troviamo invece HUAWEI Gallery, l’ecosistema alternativo di HUAWEI per poter trovare e installare facilmente le nostre app e che ad oggi conta già centinaia di migliaia di app presenti.

HUAWEI Mate 40 Pro è anche tra i primi ad avere la nuova EMUI 11 il cui arrivo è previsto presto anche su altri dispositivi top di gamma dell’azienda a partire da metà Dicembre 2020.

Sarà anche tra i primi ad avere la possibilità di installare Harmony 2.0, il sistema operativo proprietario che prossimamente sarà alla base dei futuri dispositivi HUAWEI.

Insomma, avrete già capito che Mate 40 Pro è una vero gioiello a livello hardware ma non è per i deboli di cuore: le sue performance sono ai massimi livelli e sulla carta promette prestazioni da capogiro, un setup fotografico di prim’ordine e un’ottima autonomia a patto di trovarsi a proprio agio con il nuovo ecosistema che HUAWEI sta facendo crescere giorno dopo giorno.

Senza perdere troppo tempo andiamo subito a vedere la scheda tecnica di questo HUAWEI P40 Pro e il contenuto della confezione.

Scheda tecnica

Versione Sistema OperativoAndroid 10 EMUI 11
Peso212 grammi
CPUHuawei HiSilicon Kirin 9000 1x 3.13 GHz Cortex-A77 + 3x 2.54 GHz Cortex-A77 + 4x 2.04 GHz Cortex-A55
GPUMali-G78 MP24
RAM (GB)8 GB
Memoria interna (GB)256 GB
Pollici Display6.7
Risoluzione Display1344 x 2772 pixel
Tipologia DisplayOLED colori 16 milioni
Megapixel Fotocamera50
Capacita batteria (mAh)4400

Vai alla scheda completa: Scheda tecnica Huawei Mate 40 Pro.

Contenuto della confezione

All’interno della confezione troveremo la dotazione standard che oramai accompagna ogni HUAWEI di fascia alta nel corso di questo ultimo periodo. Tuttavia vogliamo segnalare come MATE 40 di HUAWEI sia lo smartphone più green dell’azienda. Infatti per la documentazione cartacea inclusa nella confezione è diminuita del 90%e la garanzia cartacea è stata del tutto eliminata e resta accessibile in formato digitale. Inoltre, il numero di pagine della QuickStart Guide cartacea di HUAWEI Mate 40 Pro è stato ridotto, passando da 340 a sole 44 pagine.

Anche l’inchiostro utilizzato è a base di soia, che è biodegradabile. Queste azioni intraprese per diminuire la carta nel packaging di HUAWEI Mate 40 Pro permettono una riduzione delle emissioni di CO 2 pari a oltre 12.000 tonnellate ogni 10 milioni di unità.

Nella confezione troveremo:

  • Huawei Mate 40 Pro
  • Cover di silicone trasparente
  • Spillo per togliere il carrello sim
  • Manualistica ( molto poca )
  • Presa da muro per ricarica rapida da W
  • Cavetto USB type-C

Design & Ergonomia

Prima del suo rilascio si è parlato molto della parte posteriore del dispositivo, soprattutto perché erano trapelati diversi leak che alla fine si sono rivelati parzialmente corretti. Il look distintivo della serie Mate 40 viene ripreso anche in qui e non passa certo inosservato, differenziandosi di molto dalla concorrenza attualmente in commercio.

Sul retro viene infatti ripreso il linguaggio visivo già introdotto con Mate 30: tutti i sensori della fotocamera sono infatti allineati al centro all’interno di un setup circolare leggermente in rilievo che prende il nome di Space Ring. Questo perché l’azienda vuole semplificare anche visivamente l’utilizzo dello smartphone e questa disposizione ricorda subito l’obiettivo di una fotocamera e di conseguenza il suo utilizzo.

E’ una particolarità unica della serie Mate visto che tutti i concorrenti ( e lo stesso P40 ) utilizzano un collocamento dei sensori più classico all’interno di una forma rettangolare.

Per la parte frontale HUAWEI ha invece optato per un bellissimo pannello curvo sui bordi con un notch frontale a capsula posizionato in alto a sinistra e che racchiude la fotocamera frontale ed altri sensori come il ToF.

I bordi curvi del dispositivo contribuiscono a creare un dispositivo pulito, dal design elegante e con un’ottimizzazione maniacale degli spazi.

Mate 40 Pro è spesso 9,1 millimetri e ha un peso di 212 grammi: guadagna quindi 14 grammi rispetto a Mate 30 Pro dello scorso anno. Non è quindi un peso piuma in tasca ed ha un peso praticamente identico ai 208 grammi di HUAWEI P40 Pro anche se quest’ultimo ci è risultato molto più “tozzo” probabilmente anche per via del display curvo di Mate 40 Pro che lo rende più longilineo.

Quello che abbiamo apprezzato rispetto a P40 Pro è il bilanciamento del peso, che su P40 Pro era sbilanciato per via del modulo fotografico mentre in questo caso il dispositivo è molto più bilanciato e non tende a cadere “di testa” quando tenuto in mano.

Il feel è molto buono in mano così come l’ergonomia, nonostante i bordi curvi e la sua silhouette rendano il dispositivo un po’ scivoloso. Per fortuna il retro è in metallo satinato e questo aumenta il grip sul dispositivo quando non utilizziamo alcuna cover.
Una nota sul retro: il nostro modello in prova è il Mystic Silver che regala bellissimi riflessi in base a come viene colpita dalla luce. Attualmente è venduto in Italia nelle colorazioni Black e Silver anche se sono state annunciate diverse colorazioni che potrebbero arrivare nel corso dei prossimi mesi come la variante Verde o Gialla.

Lo smartphone è ancora una volta impermeabile con lo standard IP68 e troviamo i tasti di accensione e del bilanciere del volume collocati sul lato destro, anche se spostati leggermente nella parte posteriore per via del display curvo che abbraccia i due lati del dispositivo. Il lato sinistro è invece completamente nudo.

Sul lato superiore troviamo invece uno speaker, un sensore IR per comandare TV o altre apparecchiature ed un microfono.

La parte inferiore è invece dedicata alla porta di ricarica USB tipo C, ad un grande speaker sulla parte destra ed infine per lo slot della sim. Come potete vedere non è invece presente il jack audio da 3,5″.

Mate 40 Pro in mano è un prodotto di sostanza. I bordi curvi danno l’impressione di avere un dispositivo più compatto e leggero di quanto lo sia effettivamente. Nonostante il display che avvolge più della metà dei bordi, durante il nostro utilizzo non abbiamo mai riscontrato tocchi accidentali dovuti all’impugnatura del device.

Il feedback aptico del dispositivo è molto buono e fortunatamente anche il sensore di sblocco sotto al display non ci hai mai deluso. Segno che HUAWEI ha oramai trovato i componenti e l’ottimizzazione giusta per questa tecnologia che a mio avviso rappresenta l’integrazione più naturale di questa tecnologia rispetto ai sensori posti di lato o sul retro. HUAWEI offre anche uno sblocco facciale sicuro che utilizza anche il sensore 3D TOF oltre alla semplice fotocamera frontale.

Ovviamente per far entrare entrambe le fotocamera nella parte frontale si è dovuto sacrificare un po’ le dimensioni del punch hole frontale. Questa “pillola” frontale sul display occupa parecchio spazio e per qualcuno potrebbe essere una distrazione anche se con un po’ di abitudine neanche ve ne accorgerete. In ogni caso nella EMUI c’è anche la modalità per nascondere il notch frontale rendendo tutta la parte superiore di colore anche se personalmente è un’opzione che sacrifica troppo il bellissimo display di questo MATE 40.

Utilizzo

Hardware

Huawei ha introdotto per la prima volta all’interno di questo Mate 40 Pro il suo ultimo processore top di gamma: HiSilicon Kirin 9000, octa core da ben 3,13 GHz, con GPU Mali G78 MP24 e 8 GB di RAM a supporto. Abbiamo poi ben 256 GB di memoria interna UFS 3.1, espandibili utilizzando le nanoMemory proprietarie dell’azienda e occupando lo slot della seconda nanoSIM. Lo smartphone può comunque mantenere un supporto dual SIM anche in questo caso vista la compatibilità con le eSIM virtuali.

La connettività è eccellente, abbiamo il supporto 5G, il Wi-Fi 6 e per la prima volta in uno smartphone il Bluetooth 5.2, introducendo anche la tecnologia low energy audio. Presente il chip NFC, l’uscita video tramite USB-C 3.1 e il GPS dual band e vediamo il ritorno di una capsula auricolare “classica”. Parlando dell’audio troviamo uno audio stereo grazie ai due speaker posti nella parte superiore e inferiore del dispositivo.

Display

Con i suoi 6,76 pollici in 19:9 ed una risoluzione FHD+ da 2774 x 1344 pixel, il display di questo Mate Pro 40 è superiore alla maggior parte di quelli che troviamo sul mercato. Si tratta di un OLED con una densità di pixel pari a 456ppi e frontalmente è molto piacevole da vedere e anche parecchio luminoso; si parla infatti di circa 470 nits di luminosità.

Ottimo display OLED per Mate 40 Pro, ben visibile anche sotto al sole

Guardandolo da davanti infatti si notano subito le due curvature ai bordi da ben 88° che abbracciano più della metà delle due superfici laterali. Le curve del display sono sicuramente molto sexy ma non offrono alcun beneficio pratico all’esperienza d’uso, anche se dobbiamo ammettere che non abbiamo mai avuto tocchi involontari dovuti al polso o all’impugnatura in generale. C’è stato tuttavia qualche riflesso involontario sotto luce diretta che dovuto proprio alla curvatura accentuata.

Si tratta di una curvatura molto marcata che ha costretto di conseguenza a posizionare i tasti di accensione e del volume leggermente più indietro.

A tal proposito abbiamo apprezzato il ritorno del bilanciere del volume con tasti fisici, visto che era sparito da Mate 30 Pro a favore di un doppio tap sul bordo per accedere allo slider della regolazione del volume. Una soluzione sicuramente interessante ma che non ci ha mai convinto del tutto. Anche su questo Mate 40 è possibile utilizzare il doppio tap per accedere all’audio ma bisogna prendere il punto preciso.

Il display è forse uno degli aspetti più appaganti del dispositivo insieme all’incredibile setup fotografico, tuttavia HUAWEI non ha intenzione di competere direttamente con gli altri top player in questo segmento. E’ veramente un’ottimo display ma non eccelle su molti fattori come la risoluzione e il refresh rate. Infatti anche se stiamo parlando di un dispositivo di fascia alta da oltre 1000€ di listino, HUAWEI ha deciso di optare ancora una volta per un display con refresh rate a 90Hz in un mondo dove lo standard si sta velocemente alzando sui 120Hz e oltre. Stessa cosa era successa per HUAWEI P40 Pro dove anche li il refresh rate arriva a massimo 90Hz.

HUAWEI permette di scegliere tramite software di impostare i 60Hz oppure i 90Hz del display in modo manuale o automatico. Di certo la mancanza dei 120Hz farà scontenti i gamer e chi cerca il top in ogni aspetto ma c’è da dire che probabilmente HUAWEI ha deciso di optare volutamente con i 90Hz in favore di un’autonomia maggiore ma per consolarci troviamo i 240Hz di campionamento per il touch screen.

Il sensore di sblocco delle impronte digitali è posizionato sotto al display e sembra che HUAWEI abbia raggiunto una buona maturità con questa tecnologia visto che è sempre stato reattiva e affidabile. Anche se la capsula sul display del punch hole non è piccolissima ha comunque i suoi benefici: nasconde infatti una fotocamera frontale tof per lo sblocco facciale 3D che in combinazione con il sensore di impronte garantisce un ottimo livello di sicurezza. Entrambe sono state molto veloci nei test anche quando l’inquadratura del volto non era perfettamente frontale. HUAWEI è forse uno dei ppochi se non il primo ad implementare lo sblocco facciale 3D in un foro sul display e non in notch più ingombranti come siamo abituati a vederli oggi.

Di base il nostro Mate 40 Pro sarà configurato con l’impostazione di colore “Normale” che tende verso colori più caldi. L’altra opzione è “Vivido” che permette di avere toni più freddi. Inoltre HUAWEI permette di aggiustare la saturazione dello schermo manualmente.

Performance

Il Kirin 9000 all’interno di questo Mate 40 Pro è una bestia di chipset, senza troppo girarci intorno. A cominciare dalla sua CPU, infatti si tratta di un octa core da ben 3,13 GHz, con GPU Mali G78 MP24 e può vantare il primato di essere il primo chipset con processo produttivo a 5nm ad integrare un modem 5G.

Ad affiancarlo ci pensa una dotazione RAM da 8GB e uno di storage interno UFS 3.1 da 256GB ( l’unico taglio disponibile al momento).

Sulla carte i benchmark del Kirin 9000 battono anche quelli della controparte Snapdragon 865 e 865+ anche se sappiamo bene che nell’utilizzo quotidiano è un dato relativamente attendibile. D’altro canto lo Snap 865 vanta una GPU leggermente più performante.

In realtà questo non ferma certo il Mate 40 Pro dall’essere un’ottimo dispositivo anche per giocare e anche con titoli come Real Racing o Fortnite abbiamo riscontrato ottime performance.

Abbiamo testato il Mate 40 Pro per oltre 10 giorni e non siamo mai riusciti a fargli mostrare il fianco sul lato performance: l’esperienza utente è sempre rimasta fluida anche grazie agli 8GB di memoria RAM e al potete chipset. Niente lag o impuntamenti neanche con multitasking o i giochi che abbiamo testato. Questo è anche merito della EMUI che ha oramai raggiunto un grado di maturità che garantisce un’esperienza ottimale su questo aspetto. I 256GB di memoria interna sono più che sufficienti per tutti, ma in caso di necessità si può ricorrere allo slot Nano per le proprie memorie di espansione.

Batteria

Mate 40 Pro ha una batteria da 4.400 mAh, leggermente più piccola di 100 mAh rispetto a quella del Mate 30 Pro. Tuttavia questa leggera riduzione non deve trarre in inganno, infatti il Mate 40 Pro ci porterà tranquillamente a fine giornata anche con un utilizzo frequente e con diverse ore di display acceso. Questo è possibile anche grazie alla buona ottimizzazione del software e all’assenza dei servizi Google in favore degli HMS che sono meglio ottimizzati per il dispositivo.

Per quanto riguarda la ricarica rapida quella di HUWAEI è stata migliorata portandola a 66W con il cavo USB Type-C. Si tratta di un valore che batte anche i prodotti della concorrenza Apple e Samsung che utilizzano ricariche a 50 W.

Per ricaricare il Mate 40 Pro da 0 a 100% sono stati necessari circa 48 minuti. Questo significa che basterà una ricarica di appena 10 minuti per avere quasi il 20% di batteria in più.

La ricarica wireless è invece da 50W ma non abbiamo potuto testarla visto che non avevamo sottomano la dock di ricarica rapida di HUAWEI.

La reverse charge è sempre presente ma è da “appena” 5W e questo la rende più adatta come riserva di emergenza o più per ricaricare accessori wireless come cuffie bluetooth e smartwatch.

Software

Interfaccia HMS EMUI

Mate 40 Pro si basa su Android AOSP e nello specifico Android è aggiornato alla versione 10 con le patch di settembre 2020 ed con interfaccia EMUI 11. In realtà questa nuova iterazione non è troppo differente dalla precedente EMUI 10 almeno a livello estetico.

Non è chiaro se HUAWEI aggiornerà il Mate 40 Pro ad Android 11 (sempre per via del ban USA), visto che la versione 10 è già “obsoleta” essendo la release dello scorso anno e questo potrebbe far storcere il naso a qualche utente visto che quasi tutti gli altri top gamma sono aggiornati ad Android 11 o comunque hanno già una roadmap per il rilascio. E’ invece molto più plausibile che a breve vedremo la possibilità di installare Harmony OS 2.0, il nuovo sistema operativo di HUAWEI.

In ogni caso, tra le novità degne di note troviamo un Always-On display rivisto e migliorato e sono disponibili le finestre delle app per un multi-tasking più versatile e sono ora attivabili anche dalla gestione notifiche. L’always on display si attiverà ora solamente quando stiamo guardando il dispositivo e questo grazie al sensore TOF frontale.

Sono presenti anche una manciata di funzionalità extra come la presenza del sensore infrarosso per comandare apparecchi come TV o condizionatori. Con la funzione trova dispositivo potremo invece utilizzare il nostro account HGUAEI per rintracciare lo smartphone smarrito.

Anche la rotazione automatica è stata rivista: una volta attiva non girerà semplicemente ruotando il dispositivo in modalità orizzontale, ma seguirà l’inclinazione del nostro volto grazie alla fotocamera frontale. Una funzione molto utile e che riduce i “capovolgimenti involontari” come ad esempio quando utilizziamo il dispositivo da sdraiati.

HUAWEI ha anche introdotto delle Air-gesture per controllare lo smartphone anche senza toccarlo ma semplicemente con il palmo della nostra mano grazie al sensore frontale 3D. Ad esempio basterà avvicinare la mano al dispositivo per accettare una chiamata piuttosto che mettere in Play/Pausa una canzone.

L’icona che mostra che le air gesture sono attive

Potremo poi selezionare singolarmente quali app possono utilizzare la parte curva del display e quali invece no. Troviamo anche i primi cenni dell’arrivo di Hey Celia in Italia, infatti è possibile utilizzare la lingua Italiana ma Celia al momento può solo compiere azioni limitate come la gestione delle funzionalità dello smartphone.

HMS e HUAWEI AppGallery

Come gli altri prodotti HUAWEI di questo ultimo periodo, anche Mate 40 Pro ha dovuto sacrificare i servizi Google e il PlayStore in favore dei nuovi HMS e HUAWEI Gallery, il punto di riferimento per scaricare app per il nostro Mate 40 Pro.

Questo significa che non potremo utilizzare neanche volendo le applicazioni Google come Youtube, Maps, Gmail e altre che utilizzano i servizi Google. Tutto l’ecosistema HUAWEI gira ora intorno ad AppGallery e al nuovo PetalSearch 2.0 che permette di trovare i file apk anche da repository esterni al market HUAWEI.

C’è da dire che rispetto ad inizio 2020 l’ecosistema HUAWEI è molto più facile da utilizzare. A Febbraio, quando abbiamo recensito HUAWEI P40 Pro, la situazione era ancora molto frammentata: poche applicazioni di qualità, confusione con i vari TrovaApp e Apkpure e via discorrendo.

HUAWEI APP GALLERY

Adesso mi sono trovato molto bene ad utilizzare il nuovo Petal Search ( che rimpiazza completamente TrovaApp ) in quanto andrà a cercare in automatico sia dentro HUAWEI Gallery che dentro altri repository suggerendo sempre l’alternativa più veloce. Purtroppo non è ancora perfetta e, tralasciando l’insistenza con cui ci suggerisce determinate app da installare, alcune applicazioni che richiedono i servizi Google non possono ancora essere eseguite come ad esempio Pokèmon Go. Questo perché determinate app non hanno ancora eseguito la conversione ai servizi HMS e di conseguenza non possono essere eseguite anche se trovassimo il file .apk da installare.

La sensazione è che HUAWEI AppGallery non è ancora del tutto matura per competere direttamente con Google e Apple che vantano sulle spalle anni di esperienza in un terreno senza troppi competitor. Se guardiamo tuttavia alle nostre spalle, in soli 6 mesi AppGallery ha fatto passi da giganti introducendo applicazioni utili per noi Italiani come le principali app bancarie per gestire i nostri conti. Purtroppo mancano ancora molte APP come ad esempio IMMUNI o alcuni giochi top-seller come AFK Arena, Rise of Kingdom, Pokemon Go, Genshin Impact e altri ancora.

HUAWEI ce la sta mettendo tutta e sta recuperando molto velocemente il terreno, grazie ad aiuti concreti agli sviluppatori per portare le proprie app su HUAWEI Gallery e anche agli utenti, come ad esempio la HUAWEI Community, un luogo digitale dove potersi scambiare aiuti e informazioni sui prodotti e in generale l’ecosistema HUAWEI.

In ogni caso vedere un terzo player oltre a Google e Apple è sicuramente un bene per il mercato e soprattutto per noi utenti.

Il nuovo Petal Maps

Tra le novità di HUAWEI vogliamo segnalare il nuovo Petal Search 2.0 di cui vi abbiamo parlato poco sopra e che offre adesso un luogo di aggregazione per qualsiasi cosa vogliamo cercare, anche grazie alla ricerca per immagini. Basterà ad esempio fare una foto all’icona di un’app per sapere dove potremo scaricarla.

Oltre a Petal Search teniamo a segnalare l’arrivo anche di Petal Maps, l’alternativa home-made di HUAWEI a Google Maps. L’app è ancora alle prime release pubbliche ma da qualche prova che abbiamo fatto sembra funzionare molto bene e rappresenta un’ottima alternativa a Google Maps, da cui eredita gran parte dello stile grafico tra l’altro.

Comparto fotografico

Arriviamo ora alla parte più interessante di questa recensione: HUAWEI ha infatti creato un prodotto di prim’ordine per quello che concerne la parte fotografica. Mate 40 Pro prende infatti l’ottimo setup fotografico che avevamo già visto sul P40 Pro e lo migliora.

Il setup fotografico di Mate 40 Pro è così composto:

  • Triplo setup fotografico
  • Primario: 50 MP 1/1.28″ sensor (12 MP output), 23 mm-equivalent (1x defined as 27 mm) f/1.9-aperture lens, full-pixelOcta-PD
  • Ultra -angolare: 20 MP 1/1.54″ sensor, 18mm-equivalent f/1.8-aperture lens,PDAF
  • Teleobbiettivo: 12 MP 1/3.56″ sensor, 125mm-equivalent f/3.4-aperture lens,PDAF,OIS
  • LED flash
  • 4K video, 2160p/60f ps (2160p/30 fps tested)
  • Sensore multi spettro per la temperatura colore

Il sensore principale è infatti il medesimo sensore da 50MP RYYB 1/1.28″ che tuttavia è stato riadattato per Mate 40 Pro. Nonostante la risoluzione della camera ultra-angolare e di quella frontale sia inferiore a quelle di P40 Pro, questo non significa che dobbiamo aspettarci una qualità inferiore delle foto, anzi.

Immagine scattata con il sensore principale di Mate 40 Pro

Il sensore principale è in grado di catturare immagini a dir poco spettacolari con molto contrasto e ricche in saturazione dei colori. Le immagini sono molto nitide e il range dinamico si può apprezzare a pieno.

Mate 40 Pro raggiunge l’eccellenza nelle prestazioni e nella fotografia e scattare foto con questo dispositivo è stato un vero piacere e non abbiamo dubbi che potrà rimpiazzare tranquillamente una macchina fotografica nell’utilizzo quotidiano.

A parlare non è solamente il mio parere personale ma potete guardare da soli la qualità delle foto, tenendo presente che sono state riadattate e riconvertite per questa recensione.

Nota: Per chi volesse avere dei sample originali può scriverlo nei commenti e provvederemo a linkarvele o aggiungerle alla recensione.

Non ha caso Mate 40 PRO è anche balzato al primo posto dei test di DXOMARK in cui ne hanno esaltato in primis le qualità del range dinamico.

Qui sotto vi lasciamo ad una galleria di immagini scattate tutte con Mate 40 Pro, per lo più senza modificare troppo le impostazioni di default.

La fotocamera grandangolare da 20MP è molto divertente da utilizzare e regala buona qualità negli scatti allargando il campo visivo rispetto al sensore principale. Riesce a mantenere bene il colore e il contrasto quando si cambia fra le varie lenti e nonostante il risultato sia un po’ meno definito è comunque un sensore valido da utilizzare in determinate situazioni.

Una foto grandangolare del Mate 40 Pro

Sia il sensore principale che quello grandangolare riescono a brillare anche con poca luce anche se dovremo mantenere lo smartphone fermo durante la cattura della foto. Quando la luce scende sotto un certo livello lo zoom 5X si trasforma in un crop del sensore principale. Tuttavia con un pizzico di illuminazione anche di notte il Mate 40 Pro è in grado di utilizzare il suo hardware dedicato per lo zoom con ottimi risultati.

Zoom 15X

Il sensore periscopico 5X garantisce buone immagini anche se la qualità non è ovviamente paragonabile agli altri due sensori. Soprattutto in condizioni sfavorevoli come con scarsa luminosità c’è molta riduzione del rumore e la cosa diventa più palese quando andiamo a zoomare. tuttavia in condizioni di luce ottimale il sensore 5X riesce ad esprimere il meglio con un buon contrasto e colori molto fedeli alla realtà.

Ottimi anche gli scatti in modalità ritratto dove lo sfondo sfocato appare naturale e riesce a mantenere egregiamente i dettagli con un effetto che ricorda quello delle DSLR o delle mirrorless. Questo permette di avere foto in modalità ritratto naturali e realistiche inoltre potremo cambiare la forma dell’effetto Bokeh. Potremo regolare l’apertura da f/0.95 a f/16.

Un selfie con il sensore frontale

Tutto questo è coadiuvato dall’ottimo software fotografico HUAWEI che ha oramai raggiunto un livello di maturità molto avanzato e che permette di divertirsi sia in modalità punta-e-clicca sia con la modalità PRO che offre tanti strumenti aggiuntivi con cui divertirsi.

Anche la fotocamera frontale da 13Mpx per i selfie è molto valida con un buon quantitativo di range dinamico, nitidezza e saturazione dei colori. Come sempre possiamo utilizzare gli algoritmi di correzione HUAWEI per migliorare la resa finale.

Qualche piccolo artefatto lo si può riscontrare in condizioni di scarsa luce, ma anche qui con la giusta illuminazione il sensore esprime tutto se stesso.

Anche la selfie grandangolare permette di avere più campo visivo nelle foto frontali, soprattutto quando abbiamo più volti da inquadrare. Non vo è discrepanza con i selfie tradizionali visto che vengono ripresi dalla stessa fotocamera.

Per quanto riguarda la registrazione video abbiamo la possibilità di registrare a 4K 60fps e il risultato sono dei video molto naturali e dai colori vibranti con ottimi contrasti.

Molto buono anche lo Zoom durante la registrazione video, che perde naturalmente di definizione ma che riesce a rimanere consistente anche su lunghe distanze con risultati apprezzabili.

Anche qui troviamo enfasi sul range dinamico e la stabilizzazione ottica dell’immagine è garantita da un mix di OIS e EIS per scatti e riprese che non sono mai mossi. Inoltre troviamo alcune novità software come Tracking Shot che permette di “agganciare” il soggetto in movimento e di mantenerlo sempre al centro della scena, oppure la modalità Doppia visuale che consente di registrare contemporaneamente sia con la fotocamera anteriore che con quella posteriore in un unico video.

Conclusioni

Mate 40 Pro viene commercializzato in Italia al prezzo di 1249€ che è sicuramente una cifra significativa in questo mercato sempre più aggressivo, nonostante anche gli altri top gamma stiano facendo lievitare leggermente i prezzi anno dopo anno.

Mate 40 Pro è comunque bellissimo: il display curvo con l’angolazione di 88° non offre alcun vero vantaggio ma è molto bello esteticamente e nel complesso l’ergonomia del dispositivo è molto buona anch se non tutti gradiranno le curve del display in mano.

Ancora una volta troviamo il classico feel premium e robusto con cui HUAWEI ci ha abituati sulla serie Mate da sempre. Le dimensioni ed il peso ( 208g ) sono tuttavia molto generosi e potrebbero non essere adeguati per tutte le mani ( e tasche ).

Il display non è tra quelli con più risoluzione o più alto refresh rate (90Hz) ma nell’utilizzo quotidiano non ha mai deluso: un OLED da 6,76 pollici sempre luminoso, nitido anche se con qualche piccolo riflesso dovuto soprattutto alle due curvature molto accentuate.

Nulla da dire sulle performance del Kirin 9000 che non siamo mai riusciti a mettere in difficoltà nonostante i giochi pesanti e il multitasking con più applicazioni aperte contemporaneamente. Questo grazie al potete chipset octa-core da 3,13 GHz che è supportato da 8GB di RAM per un’esperienza lag-free in ogni situazione e questo è anche merito di una EMUI 11 oramai ben rodata, inoltre i 90Hz del display contribuiscono ad una fluidità maggiore anche della UI del telefono.

L’unica nota negativa di HUAWEI P40 Pro non è imputabile a HUAWEI e come avrete immaginato ci stiamo riferendo all’assenza dei servizi Google.

Come ogni altro smartphone della famiglia Mate anche questo Mate 40 Pro brilla soprattutto per il comparto fotografico. Come se non bastasse il plauso di DXOMark anche noi vi confermiamo che a livello fotografico stiamo parlando di un fuoriclasse.

Mate 40 Pro nel suo Space Ring integra tre fotocamere sensore principale da 50 Megapixel (23 mm, f/1.9), grandangolare da 20 Megapixel (18 mm, f/1.8) e teleobiettivo con lente periscopica da 12 MP (125 mm, f/3.4) con OIS che abilita uno zoom ottico 5X, ibrido 10X e digitale 50X. Ottima anche autonomia con ricarica rapida a 66W che permette di ricaricare il telefono da 0 a 100 in meno di 1 ora.

In un mondo dove il Mate 40 Pro ha ancora l’accesso al PlayStore e ai servizi Google probabilmente avrebbe gareggiato (con buone probabilità di vincere) per il premio di Miglior Smartphone 2020.

Purtroppo nonostante HUAWEI stia dimostrando di essere determinata nel mantenere il suo posto nell’olimpo dei produttori smartphone, l’assenza del PlayStore e dei servizi Google è una mancanza che si fa sentire, soprattutto su uno smartphone da 1249€.

Non fraintendetemi: HMS e AppGallery hanno fatto balzi da giganti negli ultimi 6 mesi ma ci sono ancora troppi compromessi per chi viene dal mondo Android “tradizionale” che non tutti sono disposti ad affrontare su uno dispositivo da questa cifra.

E’ un peccato che non possa consigliare questo dispositivo a tutti perché anche se ha un prezzo elevato è uno smartphone a cui non manca niente a livello hardware ed ogni componente funziona come ci si aspetterebbe da un top gamma.

Purtroppo il limite presentato dall’assenza dei servizi Google potrebbe essere un muro ancora invalicabile per molti utenti. Ed è proprio per questo che Mate 40 lascia l’amaro in bocca; però c’è un’altra considerazione da fare: Mate40 Pro è un dispositivo su cui tenere gli occhi puntati, proprio come i precedenti top gamma HUAWEI della famiglia P40. Il motivo?

HUAWEI sta attraversando un periodo di transizione forzata e soprattutto ora che l’amministrazione Trump non c’è più chissà cosa ha in serbo HUAWEI per i suoi top gamma. Avremo la possibilità di reinstallare i servizi Google? HUAWEI continuerà con i propri HMS e AppGallery? Ci sarà la possibilità di installarli entrambi? Oppure arriverà Harmony OS 2.0 a dare nuova vita a questi dispositivi?

Qualunque sia la risposta il futuro di Mate 40 Pro non potrà che essere in discesa e magari con un leggero adeguamento di prezzo potrebbe presto diventare l’oggetto del desiderio di molti.

Attualmente Mate 40 Pro è venduto nelle colorazioni Black e Mystic Silver sul sito ufficiale HUAWEI Store e presto anche su Amazon al prezzo di listino di 1249€ nell’unico taglio di storage disponibile da 256Gb.

Se invece siete curiosi di provare l’ecosistema HMS e AppGallery ma non volete spendere cifre astronomiche, potete dare uno sguardo al piccolo HUAWEI P Smart 2021 che abbiamo recensito la scorsa settimana e che è perfetto per curiosare nel nuovo ecosistema HUAWEI.

Migliori offerte HUAWEI Mate 40 PRO

Huawei Mate 40 Pro 5G con Bluetooth Speaker, Kirin 9000 5G SoC a 5nm, Fotocamera Ultra Vision Leica da 50 MP, Huawei SuperCharge da 66W, Display Curvo da 6.76", 8 GB + 256 GB, Black/Nero

Galleria Fotografica

I nostri voti

Design e Materiali9
Display8.5
Utilizzo e Software7
Performance9
Rapporto qualità/prezzo6.5
Voto finale8.0

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Co-fondatore e amministratore di Techzilla. Adora le nuove tecnologie e si occupa principalmente dell'amministrazione, del settore marketing e dell'aspetto grafico del sito.

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