È passato ormai parecchio tempo dall’avvio della campagna di richiamo dei phablet Note 7 da parte di Samsung. Dal momento che alcuni dei dispositivi in circolazione hanno preso fuoco causa combustione della batteria, l’azienda sudcoreana è immediatamente intervenuta per ritirare il prodotto dal mercato. Recentemente, allo scopo di incoraggiare la restituzione dei Note 7, Samsung ha istituito il programma Galaxy Upgrade, che permetteva ai possessori del terminale di scambiarlo gratuitamente con un Galaxy S7 o un Galaxy S7 Edge entro il 30 novembre, e prevede la possibilità di passare al futuro flagship Galaxy S8 a metà prezzo.

Più di recente il produttore ha rilasciato negli USA un aggiornamento obbligatorio che impediva ai Note 7 di ricaricare la propria batteria oltre la soglia del 60%. Un deterrente che però non ha convinto tutti i consumatori a restituire il proprio terminale. A mali estremi, estremi rimedi: Samsung ha deciso di emettere la condanna a morte, ponendo definitivamente fine alla vita dei Note 7 che sono ancora in circolazione negli Stati Uniti. Si tratta di una misura che è già stata adottata in Australia e in Canada.

samsung galaxy note 7 disabilitati

I terminali verranno disabilitati per mezzo di un altro aggiornamento obbligatorio che disabiliterà la funzione di ricarica della batteria. “In data 15 dicembre, Samsung modificherà il software per prevenire la ricarica del Galaxy Note 7. Il telefono non potrà più essere utilizzato”, recita il messaggio di avviso ricevuto dagli utenti che ancora non sono riusciti a dire addio al proprio phablet e presto si vedranno costretti a restituirlo pena la perdita del rimborso che spetta loro.

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