Non è ancora ufficiale ma con ogni probabilità il processo a Kim Dotcom per Megaupload salterà per i troppi errori legali e per l’impossibilità dell’FBI di incriminare il fondatore del sito di filesharing al di fuori degli USA.

Dopo il polverone alzato a fine gennaio, con l’arresto in Nuova Zelanda di Kim e di altri suoi collaboratori in tutto il mondo, sembra che l’FBI non riuscirà ad ottenere l’estradizione nè l’incriminazione per il gruppo di ragazzi, colpevoli di aver creato un servizio di file hosting e sharing, utilizzato però da molti utenti (ma non tutti) come mezzo per scambio di file protetti da copyright.

[quote]”Non so proprio se riusciremo mai ad avere un processo”[/quote] Ha detto Liam O’ Grady, il magistrato neozelandese che si esprimerà sul caso. Non si farà semplicemente perchè l’FBI non ha mai presentato le carte che accusano Kim Dotcom di condotta criminale, questo perchè di fatto non possono.

[quote]”Megaupload non può essere accusato di condotta criminale perché non si trova sotto la giurisdizione degli Stati Uniti”.[/quote]

L’FBI ovviamente sta spingendo per ottenere l’estradizione, che però non può essere concessa per un semplice procedimento civile, occorre un crimine che preveda almeno cinque anni di galera. In Nuova Zelanda la violazione del copyright è punita con un massimo di quattro anni. Kim Dotcom si è fatto bene i suoi conti prima di trasferirsi là.

Kim Dotcom ha dichiarato “Avete rovinato il mio business e avete distrutto oltre 220 posti di lavoro”, ma potrebbe rientrare presto in possesso dei suoi beni e forse persino dei suoi siti (Megaupload e Megavideo in primis).

Infatti è ancora incerto il destino di tutti i file salvati sui server di Megaupload. Andranno persi o gli utenti li potranno recuperare?

Ti invieremo un' email a settimana, puoi cancellare l'iscrizione in qualunque momento.

Potrebbe interessarti anche:


Partecipa alla discussione: