E’ vero a noi poco importa , ma visto le ultime leggi che si discutono nel nostro parlamento un’pò di informazione estera non fa mai male.

E’sotto gli occhi di tutti che  Cina e Google non sono sulla stessa lunghezza d’onde. La nazione più popolata al mondo e il più grande motore di ricerca internazionale differiscono sulla libertà di espressione e il libero accesso a internet. Queste discordanze hanno portato al divieto di una serie di prodotti Google in Cina nel corso degli anni, e l’Android Market è solo l’ultima di una lunga lista che comprende Gmail, Google Talk e Google +.

L’accesso all’indirizzo: market.android.com è proibito in cinque tra le province più importanti, da esse non si possono ne accedere e ne scaricare applicazioni.

Sostanzialmente non è una perdita per google visto che i telefonini maggiormanete utilizzati in Cina non utilizzano il sistema operativo della grande G, e quei pochi che hanno un Android non hanno mai avuto accesso al Market, ripiegando ad “app store” forniti dai gestori telefonici, i quali sono ovviamente supercontrollati dalle alte sfere.

Questa cosa fa un pochino riflettere senza scatenare guerre politiche di alcun colore, è forse giusto inibire l’accesso a funzioni o a servizi gratuiti perchè si è in disaccordo o perchè non possono essere controllate? O invece è corretto limitare l’accesso o le funzionalità alle persone per “prevenirne” i possibili danni futuri che essi potrebbero creare?

A me personalmente questo ultimo discorso sembra molto la polizia del film “Minority Report” che ti arrestava perchè veniva predetto che tu avresti potuto compiere un omicidio o una azione sbagliata. Però è anche vero che ogni nazione ha diritto di scegliere di comportarsi come meglio crede e nel caso della Cina al momento è una delle poche nazioni al mondo che non conosce crisi (apparente).


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