Se evitare l’acquisto di prodotti Apple per molti è diventata una pura questione di principio, in Australia è diventato addirittura un caso nazionale.

Sembra infatti che nei giorni scorsi il Parlamento australiano abbia richiamato i vertici di Apple per presenziare ad un’audizione pubblica per discutere sulla questione dei prezzi nel campo dell’Information Technology (IT). Apple però ha fatto orecchie da mercante e, a quell’evento, non si è presentata. Oggi è scattato il reclamo dove viene esplicitamente annunciato che faranno forzatamente obbligati a partecipare a tali discussioni, pena grossi penilità sul mercato isolano.

Nel comunicato diramato, oltre all’assenza ingiustificata di Apple, si annuncia anche la mancata presenza di Adobe e Microsoft. Queste, in breve, le comunicazioni:

[blockquote align=”none”] Adobe, Apple e Microsoft sono solo alcune di quelle società che continuano a sfidare la richiesta pubblica di risposte, e che si sono rifiutate di apparire dinnanzi all’audizione pubblica sui prezzi dell’IT. In quella che è probabilmente la prima volta a livello mondiale, queste aziende IT sono chiamate dal Parlamento australiano a spiegare perché i loro prodotti siano così costosi rispetti agli Stati Uniti… [/blockquote]

La nuova convocazione è fissata per il 22 marzo nella città di Camberra presso l’aula delle commissioni del Parlamento. Apple risciurà a spiegare come mai in Australia (e non solo) numerosi dei loro prodotti raggiungono addirittura il 20% in più dei prezzi pubblicati negli USA? E con prodotti non intendiamo solo prodotti fisici ma anche cose virtuali come musica e app.

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