Che il voto sulla Brexit avrebbe avuto conseguenze economiche immediate è stato subito chiaro nel momento in cui la sterlina britannica ha subito un crollo tale da farla arrivare ai minimi – nei confronti del dollaro americano – da addirittura 30 anni. E proprio in virtù del fatto che molti produttori operano principalmente col dollaro, si sono visti costretti ad aumentare i prezzi dei propri prodotti limitatamente al mercato britannico.

Per quanto riguarda il settore dell’informatica, una delle prime aziende ad annunciare ed applicare il rincaro è stata la cinese OnePlus, che ha portato il prezzo del suo nuovo smartphone OnePlus 3 da 309 a 329 sterline; seguita a ruota, a quanto pare, dal produttore americano HP. Hewlett Packard ha infatti diramato un comunicato con il quale intende spiegare le motivazioni che hanno convinto l’azienda ad aumentare i prezzi dei suoi prodotti del 10%.

hp brexit

“Come probabilmente sapete, nel corso delle ultime settimane abbiamo assistito ad un indebolimento della sterlina nei confronti del dollaro senza precedenti. Allo scopo di mantenere un approccio operativo coerente e sostenibile nel Regno Unito e in Irlanda, abbiamo preso la decisione di operare alcune modifiche alla nostra politica dei prezzi.” recita una email inviata da HP ai suoi partner di mercato.

“A partire dal primo di agosto, applicheremo un incremento dei prezzi del 10% sulla nostra linea HP Personal Systems. Tale incremento si applica a tutti i prodotti commerciali e aziendali HP appartenenti alla categoria Personal Systems (PC/laptop, value technology e mobility solutions). Come al solito, potrete determinare i vostri prezzi di rivendita ai consumatori in piena libertà.”

Considerando il fatto che la sterlina sembrerebbe ben lungi da un prodigioso recupero, è estremamente probabile che molti altri produttori seguiranno presto le orme di OnePlus e di HP.

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