Ieri pomeriggio Eric Schmidt, executive chairman di Google, ha dichiarato che i piani dei governi per bloccare l’accesso ai siti di filesharing sarebbero un “disastroso precedente” alla libertà di parola.

Parlando coi giornalisti presenti al Keynote di Londra ha poi paragonato il caso del famoso sito Pirate Bay, bloccato alcuni mesi fa con un decreto governativo, con la censura operata in Cina per il controllo della rete Internet.

Schmidt ha aggiunto “Sarei molto, molto cauto, se fossi un’autorità governativa ad applicare soluzioni così semplici (come la chiusura di un sito) a problemi così complessi.”

Il timore è che altri paesi, con l’intento di limitare la libertà di parola, potrebbero ricorrere allo stesso sistema di bloccare i DNS di uno specifico sito web, impedendone di fatto l’accesso da parte degli utenti.

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