Anche il 2014 è andato, lasciandosi alle spalle tantissimi avvenimenti che ormai “fanno storia”. Compito di noi blogger e giornalisti è quello di informare, tenere il passo e raccontare come il mondo sta cambiando e (soprattutto) in che modo. Se scrivere a parole è piuttosto semplice, meno semplice è cogliere l’attimo, ossia imprimere la storia in un’istantanea. Raramente un semplice articolo d’attualità ha fatto storia, mentre diverse fotografie sono entrate nell’immaginario collettivo, impresse nella memoria e patrimonio delle generazioni future.

“Ha avuto il merito di essersi trovato sempre al centro delle notizie più importanti”La rivista statunitense TIME premia, ogni anno, il fotografo che meglio è riuscito a “raccontare” questi 365 giorni di storia, fatti di avvenimenti incredibili e/o inimitabili, ma anche di immagini forti e significative nella loro semplicità. Quest’anno il migliore è stato Bulent Kilic, 35enne fotografo turco da tempo nell’agenzia Agence France Presse, che ha avuto il merito di “essersi trovato sempre al centro delle notizie più importanti, sia in Ucraina sia in Turchia. Le sue immagini sorprendenti, limpide e memorabili hanno catturato l’attenzione dei redattori delle riviste di tutto il pianeta, soprattutto quando ad Ottobre ha catturato l’esatto momento in cui alcuni militanti dell’IS sono stati vittime di un attacco aereo nella città siriana di Kobane”.

Seppur non si tratti di un premio “economico” ma un semplice riconoscimento, è comunque un titolo di tutto rispetto, di grande prestigio e che darà certamente maggiore visibilità e possibilità a questo talentuoso fotografo. Le sue foto sono dei racconti, “fotogiornali” più che semplici scatti, potrebbero tranquillamente fare informazione senza aggiungere una singola parola. Dalle proteste ucraine a Kiev fino alle situazioni complicate della Turchia, sua terra natale, tra le altre cose ha fotografato i resti dell’aereo della Malaysian Airlines precipitato qualche mese fa e non si è fatto problemi a spingersi al confine con la Siria per raccontare le storie e i drammi dei profughi della zona. Composizione, espressione e situazione formano un triangolo perfetto: le fotografie urlano e ispirano, trasmettono emozioni.

Dato che le mie parole probabilmente non rendono onore al lavoro di Bulent Kilic, ecco la galleria con alcuni dei suoi scatti più significativi.

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