Il SoC Nvidia Tegra non ha mia sfondato sul mercato mobile, è un dato di fatto. Tranne pochi modelli di tablet o smartphone infatti non è mai stato adottato in massa e non è mai riuscito ad insidiare, nemmeno lontanamente, il monopolio di Qualcomm. A volte riuscire a circoscrivere le cause di un fallimento è un’operazione complessa, ma inq uesto caso è abbastanza semplice capire che, paradossalmente, il problema risiedeva forse nella potenza di colcolo fin troppo elevata, che però ha sempre avuto come conseguenza consumi eccessivi e, si sa, in ambito mobile, l’autonomia è un aspetto cruciale, forse persino più delle capacità di calcolo.

E’ innegabile infatti che da altri punti di vista il chipmaker californiano ha portato una forte innovazione nel settore, riversando nei propri Tegra, soprattutto in quelli più recenti, tutto il suo mostruoso know-how in ambito grafico, basti pensare che i suoi chip sono stati i primi a poter vantare una GPU integrata con architettura unificata, come accade da anni nel settore desktop, mentre i competitor avevano ancora processori grafici di vecchio tipo, meno efficienti.

In ogni caso le vendite non hanno mai premiato queste scelte ed Nvidia, come azienda,non può alla fine che prenderne atto. I suoi SoC comunque vendono ancora molto bene nei mini PC e nel settore automobilistico e porprio a questi due nel prossimo futuro l’azienda di Santa Clara si rivolgerà sempre più, relegando del tutto in secondo piano il settore mobile. I rossimi Tegra quindi saranno probabilmente destinati unicamente o quasi a questi mercati, ambiti in cui però integrare un modem 4G non ha molto senso. Per questo motivo al quartier generale del Green Team hanno deciso di cedere Icera, azienda acquistata nel 2011 proprio al fine di riuscire a integrare nei Tegra un chip 4G in modo da non doverne utilizzare uno esterno, abbattendo i costi e offrendo così soluzioni analoghe a quelle di Qualcomm, startegia che, è inutile dirlo, non ha però propdotto i frutti attesi. In questo modo si taglieranno costi ormai inutilie  si rientrerà, almeno in parte, del precedente investimento.

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