Ormai sembra essere un dilemma annoso: ma il Qualcomm Snapdragon 810 scalda oppure no? Il produttore, ovviamente, nega che ci sia alcun problema di questo tipo, ma l’esperienza diretta con smartphone come Sony Xperia Z3+, HTC One M9, LG G Flex 2 o Xiaomi Mi Note Pro sembra dire tutto il contrario: chi ha ragione quindi? In un certo senso, entrambi.

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Prendiamo ad esempio il caso del recentissimo OnePlus 2, che ha debuttato da poche ore: in molti erano preoccupati per la scelta del produttore di adottare proprio il focoso SoC Qualcomm Snapdragon 810, tuttavia dai primi test, comunque tutt’altro che esaustivi, sembrerebbe che non vi sia alcun problema di surriscaldamento. I colleghi di GizmoChina infatti avrebbero sottoposto lo smartphone al benchmark AnTuTu e quindi rilevato la temperatura, che si attestava attorno ai 37° C. Niente male!

E dunque? Dunque sembrerebbe che avesse ragione Qualcomm: l’implementazione dello Snapdragon 810 può essere problematica, ma chi ha svolto con pazienza e accortezza il proprio alvoro è riuscito a farlo funzionare bene, mentre i produttori più frettolosi hanno riscontrato problemi di surriscaldamento.

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OnePlus ad esempio ha utlizzato sia soluzioni software, come la tecnologia di schedulazione multi core H-Cube in modalità Flex cooling, che hardware, montando alette in grafite e utilizzando un gel termico per l’accoppiamento al processore, al fine di aumentarne la dissipazione di calore, tutti interventi che sembrano aver prodotto l’effetto desiderato.

Liberato dall’eccesso di calore e dal conseguente throttling delle frequenze operative infine, lo Snapdragon 810 sembra averne guadagnato anche in prestazioni, come dimostrano i ben 63000 punti fatti segnare proprio con AnTuTu.

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