Ouya, la startup che qualche anno fa ha iniziato a proporre sul mercato la prima miniconsole interamente Android based, è stato uno dei primissimi progetti di successo a emergere dal calderone del crowdfunding, il finanziamento diretto da aprte dei potenziali consumatori, di cui Kickstarter è il principale sito di riferimento.

Purtroppo  Grossi guai in vista per Ouya, la mini console Android based che non ha mai sfondato però non sempre tutto va per il meglio e per Ouya sembra sia arrivata l’ora della fine. Non c’è nulla di ufficiale per il momento ma un promemoria indirizzato dal CEO Julie Uhrman agli azionisti e finito chissà come su Fortune dipinge un quadro disperato: l’azienda infatti sarebbe fortemente indebitata e così starebbe freneticamente cercando un acquirente entro la fine di aprile, per far fronte alle richieste dei creditori. Certo, in un’ottica positiva si potrebbe immaginare che riesca nell’intento e continui oi a sviluppare il rpoprio rogetto, ma più realisticamente è chiaro che questa è la fine di un sogno, quello di far concorrenza ai colossi come Sony e Microsoft con una console piccola quanto economica, che consenta a tutti di giocare comodamente a casa e sulla propria TV a tutti i titoli Android per smartphone e tablet.

ouya

Ciò che sembra strano però soprattutto è come abbiano fatto i ragazzi di Ouya a dilapidare in pochissimi anni un patrimonio non indifferente: finanziata inizialmente con 8.6 milioni di dollari raccolti durane la campagna di sottoscrizioni, ne raccolse poco dopo altri 15 tramite investitori, mentre di recente ne ha presi altri 10 da un accordo con lo store cinese Alibaba. Più di qualcosa dunque dev’essere andato storto. Sviluppare soluzioni hardware non è certamente economico ma Ouya è rimasta sostanzialmente invariata in questi anni, sia dal punto di vista costruttivo che della piattaforma hardware e non può quindi essere stato questo il problema. Forse la realizzazione di uno store dedicato potrebbe invece essere stato un ostacolo superiore al previsto.

Sia come sia, il risultato finale è comunque spiacevole, tanta gente perderà il lavoro e un sogno finirà, con molta probabilità, nel dimenticatoio.

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