A distanza 5 anni dal precedente capitolo, finalmente abbiamo la possibilità di goderci la nuova creatura della softwarehouse 2K. Bioshock: Infinite è finalmente tra noi e come possiamo già intuire dal titolo che non rispetta più la numerazione sequenziale dei “tradizionali” Bioshock, dobbiamo prepararci ad un capitolo totalmente rinnovato.
Bioshock: Infinite è la nuova creatura di Ken Levine, uno tra i migliori game designer in circolazione e dopo la pausa presa per Bioshock 2 (per il quale Levine non ha collaborato), torna con questa nuova opera, che per molti eguaglia il capostipite della saga Bioshock, considerato da molti tra i migliori FPS di sempre e che ha saputo aggiudicarsi già 85 award. Bioshock Infinite è quindi arrivato sul mercato, caricato da un’attesa di 5 anni e aspettative elevatissime da parte dei media e dalla stessa 2K. Ma sarà in grado Bioshock: Infinite di mantenere le sue promesse?

Bisohock: Infinite – Il trailer di lancio

Bioshock: Infinite – La storia

Uno dei punti forti di Bioshock: Infinite che lo distingue da tutti gli altri FPS presenti sul mercato, è proprio la qualità e la profondità della storia che seguiremo, coinvolgente sin dal primo minuto di gioco.
Tutto inizia nel 1912 e anche questa volta ci troviamo in mezzo al mare in tempesta. In lontananza un faro: gli amanti della serie, apprezzeranno sicuramente questo omaggio al primo capitolo della serie. Vestiamo i panni di Booker DeWitt, un investigatore privato dal torbido passato, reclutato misteriosamente con un messaggio “portaci la ragazza e cancelleremo il debito”.
La ragazza da salvare è Elizabeth, che presto conosceremo  che ci affiancherà per quasi tutta l’ avventura su Columbia.
Come nel primo Bioshock, il faro nasconde un passaggio segreto che ci porta direttamente ad un’altra città: Columbia. A differenza di Rapture (la città dei primi due capitoli), la nostra avventura si svolgerà a cielo aperto, in un mondo luminoso e sospeso nell’aria. I fans della serie rimarranno sorpresi da questo passaggio radicale dall’oscurità di Rapture, alla luminosità di Columbia. Lo sforzo creativo è davvero impressionante: Columbia rappresenta sicuramente una delle migliori location mai viste all’interno di un FPS. Rimarremo sorpresi e affascinati dalla complessità, dall’architettura di questa “città volante” e che più di una volta ci lascerà a bocca aperta. Già all’ingresso della città capiremo come gli sviluppatori abbiano voluto marcare chiaramente come Bioshock:Infinite è un concetto di gioco totalmente nuovo rispetto ai primi capitoli, per molti versi un vero e proprio Spin-Off da 10 e lode.

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La luminosa città sospesa di Columbia

In Rapture eravamo abituati ad un mondo oppressivo e tetro mentre Columbia sembra l’esatto l’opposto: una città angelica con tutta la sua luminosità, creatività, libertà. Ma non facciamo ingannare dall’oro che luccica: l’oppressione è presente anche qui, ma in modo subdolo.
Columbia infatti è governata dal “Profeta” Comstock, amato e venerato come una divinità dalla popolazione di Columbia. Ma come vedremo presto, molta di questa “armonia” e felicità presente in Columbia, è solo una mera facciata, dietro alla quale si nasconde un oppressione contro gli abitanti meno abbienti, segregati dalla popolazione bianca e ricca della città. A difesa dei meno abbienti, troveremo la fazione dei “Vox Populi”, che incontreremo più volte nel corso della storia.
Il rappresentare temi scottanti (la segregazione razziale, l’eccessivo idealismo religioso, ecc) con così tanta semplicità ma allo stesso tempo senza cadere nella demagogia, è uno dei punti forti di Bioshock Infinite che sarà sicuramente apprezzato dai più critici.

La storia è densa di colpi di scena e non faremo fatica ad appassionarci e rimanere incollati allo schermo fino al sorprendente finale del gioco. I fans della serie, rimarranno un po’ scioccati dall’ assenza di alcuni personaggi chiave e caratteristiche che hanno reso celebri i primi due capitoli; infatti nel corso della nostra avventura, non incontreremo “Sorelline” e “Big Daddy” (sostituiti qui dagli “Handyman” che sono un chiaro riferimento).

Chi era affezionato alla ricerca spasmodica ma allo stesso tempo meravigliosa di incontri e lotte con Sorelline e Big Daddy, rimarrà un pò deluso; ma bisogna entrare nell’ordine delle idee, ovvero che anche con questa “assenza” gli sviluppatori vogliano marcare il concetto che Infinite non è un continuo dei due precedenti capitoli, ma totalmente una nuova creatura.

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Bioshock: Infinite – Gameplay

Bioshock: Infinite, è ancorato al gameplay dei primi due capitoli: nella mano destra l’arma principale e nella mano sinistra i “vigor” (i vecchi plasmidi). L’arsenale a nostra disposizione è molto generoso, infatti troveremo la pistola, il fucile, la carabina e diverse altre armi che sbloccheremo nel corso della storia.
I “vigor” sono dei poteri che si trovano proseguendo nella trama e che potremo lanciare contro i nemici. Inutile sottolineare che abbiamo una quantità limitata di utilizzi dei Vigor che andranno ricaricati grazie alle razioni che troveremo nei vari meandri di Columbia. Potremo lanciare scariche elettriche, lanciare in aria i nemici, incendiarli ed utilizzare altre alchimie magiche per affrontare gli avversari. Dal punto dei Vigor non troviamo molte novità rispetto ai primi Bioshock, infatti i poteri sono più o meno gli stessi.
Novità di questo titolo sono sicuramente i “perk”: si tratta di veri e propri costumi(cappello, giubba, pantaloni, scapre) che troveremo in luoghi un po’ più nascosti di Columbia e che potremo indossare per ottenere vari bonus. La longevità del gioco è nella media degli FPS: tra le 11 e le 12 ore di gioco e bisogna precisare che in Bioshock Infinite è presente solo la modalità Single Player.

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Come nei due precedenti capitoli, anche qui potremo rovistare praticamente ovunque, dalla più comune borsa, al cestino del viale sull’angolo e al loro interno  troveremo soldi, pack medici, costumi ed altri utili oggetti. In giro per la mappa troveremo anche gli “infusi” che serviranno per aumentare la salute massima, la capacità massima di usare i vigor e lo scudo protettivo che abbiamo.

All’interno della mappa, potremo trovare diversi grimaldelli che sono stati nascosti con molta perfidia dagli sviluppatori e che serviranno per far aprire alla nostro fedele accompagnatrice Elizabeth, diverse casseforti che incontreremo nel corso del gioco al cui interno troveremo interessanti bonus.

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I nemici, sono forse una piccola pecca del gioco: la AI dei nemici è infatti un pò sotto la media e i combattimenti sono generalmente semplici da risolvere per chi ha un minimo di esperienza. Innovativa è invece la presenza degli Handyman (una sorta di evoluzione dei Big Daddy) e il “Patriota”, dei robot con le sembianze di George Washington, che non sarà sempre facile da sconfiggere e che ci darà filo da torcere per tutto il gameplay.

Ci sono naturalmente diversi livelli di complessità del gioco, con anche la modalità “1999” sbloccabile una volta completato il gioco, che soddisferà chi ama le sfide impossibili.

Il Patriota
Il Patriota

Le novità – Bioshock: Infinite

Le innovazioni principali sono due: i binari ed Elizabeth. In Columbia troveremo diversi binari sospesi nell’aria che collegano le varie parti della città, a cui potremo agganciarci e muoverci rapidamente sospesi nell’aria. Molti belle le animazioni sui binari e gli scontri a fuoco che avremo con i nemici mentre sfrecciamo a tutta velocità sospesi sui binari. Riusciamo ad agganciarci ai binari grazie a un’arma innovativa che abbiamo nella mano sinistra: una sorta di gancio incorporato che funzionerà anche come arma corpo a corpo. Purtroppo i binari non sono molto diffusi e vengono sfruttati principalmente per muoverci da una zona all’altra di Columbia.

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Un altro aspetto innovativo in Bioshock: Infinite, è rappresentato da Elizabeth: da quando la incontreremo la prima volta rimarrà sempre al nostro fianco, comportandosi da valido aiutante; forse anche fin troppo. Infatti Elizabeth non parteciperà agli scontri (non può neanche morire se ve lo state chiedendo!), ma ci supporterà lanciandoci munizioni nel momento del bisogno, o anche pack medici.Inoltre durante la nostra esplorazione, ogni tanto ci lancerà anche qualche moneta.

Come abbiamo detto nella sezione del Gameplay, Elizabeth ci aiuterà a scassinare varie porte chiuse con un lucchetto, per fare questo però dobbiamo essere in possesso di grimaldelli. Ma una caratteristica di Elizabeth che ci ha colpito molto è la sua capacità di aprire degli “squarci” all’interno della nostra avventura. Questi squarci, sono delle “aperture dimensionali”, creati dal nulla, che possiamo sfruttare a nostro vantaggio. Per esempio, saranno diverse le volte che potremo far aprire ad Elizabeth uno squarcio dove sarà presente un riparo, un cassone di pack medici o armi, o addirittura “viaggiare” in un’altra dimensione al cui interno troveremo sempre lo stesso contesto, ma con gli avvenimenti leggermente cambiati.

Elizabeth
Elizabeth

Bioshock: Infinite – Grafica

Sicuramente il punto di forte dal punto di vista grafico, è proprio Columbia. Abbiamo già abbondantemente parlato di come sia veramente meravigliosa l’ambientazione: semplicemente spettacolare. Ci sembrerà di trovarci in una città angelica che fluttua tra le nuvole, con giochi di luce mozzafiato. Al contrario di Bioshock, qui si potrà anche tornare sui propri passi, anche se l’esperienza di gioco è abbastanza guidata.
Il punto debole del comparto grafico è anche il suo pregio: la complessità di Columbia ci porterà a incontrare oggetti e architetture spesso ripetute all’interno del gioco, aumentando un pò l’effetto di “artificiosità” e scolorendo la magia di Columbia. Queste piccole mancanze, sono però ben nascoste e compensate dalla maestosità e magnificenza della città, con il suo paesaggio a dir poco eccezionale e ricco di dettagli. Nel corso del gioco, vedremo diversi paesaggi e quartieri, ognuno con una personalità evidente e caratteristici di ciò che vogliono rappresentare: passeremo dalla ricchezza e perfetta armonia dei primi quartieri, alla povertà totale e degradazione dei quartieri dove vivono i Vox Populi, mettendo in evidenza i temi delicati di cui abbiamo parlato ad inizio recensione.

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Tutti i personaggi, sopratutto Elizabeth ed i nemici, sono molto dettagliati e carichi di una propri identità, dal semplice poliziotto, al mitico “Patriota”.
Un ultimo accenno alla colonna sonora: perfetta. Le musiche sottolineano egregiamente i vari momenti del gioco, e ci sorprenderemo quando riconosceremo melodie riprese da musiche di W. Mozart, Creedence Clearwater Revival, Beach Boys, J. S. Bach ecc.

Bioshock: Infinite: Conclusioni

Bioshock Infinite è stato sicuramente uno dei titoli più attesi di questi ultimi anni, sopratutto dai fan della saga Bioshock. Sin dal suo annuncio pubblico ha saputo mantenere molto alto il livello di hype e possiamo sicuramente confermare che i 5 anni di attesa sono stati ripagati totalmente dall’immenso lavoro fatto da Levine e gli altri ragazzi della Irrational Games e 2K.

Sentiamo un po’ la mancanza di protagonisti come le sorelline accompagnate dagli immancabili Big Daddy, ma dobbiamo capacitarci che Infinite è totalmente un altro mondo, capace di avvicinarsi, se non eguagliare e superare sotto alcuni aspetti, il capostipite della serie.
La narrazione di Bioshock è un piccolo capolavoro degno di Hollywood e l’ambientazione saprà dare sfogo alla nostra immaginazione. Columbia ci resterà nel cuore.

Bioshock Infinite – Galleria Immagini

si ringrazia l’ufficio stampa per il sample recensito

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