1. Introduzione

Avere sulle spalle il nome di “Wolfenstein” è sempre un arduo compito quando si tratta di proseguire con una saga che per molti ha segnato l’avvento del genere FPS su PC. In realtà sappiamo bene che Wolfenstein 3D non è stato il primo FPS ad essere apparso su computer nel lontano 5 Maggio 1992, tuttavia è stata senza dubbio la sua popolarità ad avergli conferito la corona.

Una scena di Wolfenstein 3D
Una scena di Wolfenstein 3D

Sviluppato da MachineGames e pubblicato da Bethesda Softworks, già conosciuta per titoli da 90 come Fallout. Skyrim o Dishonored, Wolfenstein: The New Order è il terzo capitolo della saga Reboot iniziata nel 2001 con la pubblicazione di Return to Castle Wolfenstein ed in seguito con il secondo capitolo Wolfenstein ( 2009 ).

A 5 anni di distanza dal precedente capitolo, Wolfenstein: The New Order ha iniziato ad incendiare gli animi dei tanti fan quando fu annunciato il 7 maggio 2013 con un teaser trailer con tema musicale All Along the Watchtower eseguita da Jimi Hendrix.

Sin da subito il nome di MachineGame e sopratutto Bethesda hanno fatto ben sperare visti i precedenti titoli e spinoff che non hanno saputo incarnare appieno lo spirito del primo Castle Wolfenstein che debutto nel 1981 e sopratutto del celebre Wolfenstein 3D che tutt’ora rappresenta per molti la massima espressione della saga iniziata da da id Software e pubblicato da Apogee Software nel 1992.

Ora che abbiamo rispolverato l’album di famiglia di Wolfenstein possiamo volgere l’attenzione proprio a Wolfenstein: The New Order che come abbiamo già detto -e ribadiamo-  si colloca come terzo capitolo della saga reboot di Wolfenstein. Vediamo quindi come si è destreggiata questo ultimo lavoro si MachineGames e Bethesda Softworks nella nostra recensione, ma prima vi lasciamo al trailer ufficiale di lancio:

2. Trama

Ieri e oggi
Ieri e oggi

Ancora una volta vestiremo i panni del pluripremiato soldato USA B.J. Blazkowicz che ci accompagna in prima persona da ormai decenni. Nel prologo verremo catapultati nel 1946 mentre, insieme al nostro plotone, saremo intenti a spazzare via l’esercito Nazista e le sue diavolerie tecnologiche. Dopo qualche spettacolare azione nella trincea  cadremo tra le grinfie di una nostra vecchia conoscenza Nazista e qui dovremo già fare la nostra prima difficile scelta. Dovremo infatti decidere quale salvare tra i nostri due compagni catturati, decretando ovviamente la morte dell’altro. Questa scelta influirà in maniera marginale sulla trama ma ci fornirà diversi spunti di gameplay grazie ad alcune abilità uniche che ci fornirà il soldato che abbiamo deciso di salvare.

Riusciremo a fuggire tuffandoci da una finestra nel mare sottostante, anche se un’esplosione catapulterà un pezzo di ferro dritto nella nostra nuca. Già, questo non promette niente di buono!

Nonostante un’intervento chirurgico, non riusciremo a farci estrarre il pezzo di ferro che ci ha causato danno gravi al cervello.

Ci risveglieremo a questo punto in una clinica, un manicomio, dove un dottore e sua figlia Anya si prenderanno cura di noi. Passa il tempo, i giorni diventano mesi e i mesi stagioni. Dalla nostra sedia a rotelle la concezione del tempo è stravolta e l’uso della parola ci è stato privato da quel terribile incidente anche se sentiamo un lento processo di guarigione.

Questa routine si ripete a lungo, fino a quando un giorno dei soldati nazisti non reputano più necessario il lavoro del dottore, procedendo ad una strage dell’intero manicomio. Solo quando un soldato Nazista ci punterà un fucile troveremo l’input necessario per alzarci da quella sedia a rotelle e riprendere a combattere. C’è solo un piccolo problema: siamo rimasti in coma per ben 14 anni ed ora ci troviamo nell’anno 1960.

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Contrariamente a quanto ci hanno insegnato i libri di storia, in seguito agli eventi narrati in Wolfenstein (2009) , la Germania nazista è riuscita a trionfare nel secondo conflitto mondiale nel 1948, annientando grazie alla potenza atomica gli USA e  prendendo sotto controllo anche città come Londra, Mosca e New York; nella quale le truppe naziste hanno addirittura distrutto la Statua della libertà e l’Empire State Building. Nel 1954 i nazisti hanno anche eseguito un’allunaggio e grazie ad una nuova tecnologia hanno sviluppato dei mecha-autonomi da combattimento. Da una cittadina della Polonia, 14 anni dopo, avrà inizio la nostra nuova missione per ritrovare i commilitoni di un tempo e distruggere l’armata Nazista che ha oramai infestato l’intero mondo. Inutile specificare che l’intera umanità dipenderà dal successo dell’impresa di  B.J. Blazkowicz.

Che dire, le premesse per una storia avvincente ci sono tutte.

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3. Grafica e Audio

Wolfenstein: The New Order è stato sviluppato con il motore grafico id Tech 5, evoluzione del medesimo engine utilizzato anche per i precedenti titoli. Il tema horror-fantascientifico è ampiamente ripreso e la cura nei dettagli delle ambientazioni e dei character stessi è maniacale e questo non può che aggiungere maggiore immersione nel mondo di Wolfenstein al giocatore. E’ stato compiuto un lavoro veramente lodevole per quanto riguarda il comparto grafico, infatti per la prima volta dall’inizio della saga ci troviamo di fronte ad una qualità visiva che incarna sicuramente appieno il prototipo di gioco che avevano in mente sin dai primi titoli dagli anni 90″.

Anche il comparto audio è molto curato, un aspetto su cui spesso le software house non prestano troppa attenzione in quanto spesso ritenuto un elemento secondario. Troviamo infatti composizioni originali che si adattano perfettamente alla scena che stiamo giocando e anche gli effetti riescono a dare il meglio tra feroci cani robot che abbaiano, droni volanti e cannoni laser.

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4. Gameplay e longevità

Il gioco mantiene gli stessi elementi FPS che hanno da sempre contraddistinto i titoli della serie, senza venir meno agli elementi rogue che in questo ultimo capitolo sono stati particolarmente enfatizzati. La stessa Bethesda aveva infatti garantito che il gioco non sarebbe stato assolutamente un semplice sparatutto ma ci sarebbe stata anche una buona componente stealth. Questo fattore è in realtà abbastanza facoltativo, infatti nulla ci vieterà di armarci di due mitra e gettarci nella mischia tra nazisti, cani robot e droni sparando per fare piazza pulita. Tuttavia molte abilità saranno accessibili solamente completando azioni stealth come le “uccisioni” silenziose.

Il gioco si struttura come un FPS a binario, anche se molte zone saranno molto vaste da esplorare. Non mancheranno intricati labirinti,lugubri fognature, e castelli piani di passaggi segreti per mantenerci saldi alle origini del titolo. La campagna ha una durata di circa 9 ore e questa si attesta sulla media dei giochi analoghi del genere. Fortunatamente tutte le scene di gioco saranno molto movimentate e ci catapulteranno in mezzo alla schermaglia con ricchi colpi di scena scaturiti da una trama solida e ben congegnata. Non manca purtroppo qualche scena di gameplay dove dovremo ripetere una noiosa azione ( come trovare una torcia ) solo per poter proseguire. Queste quest sono forse l’unica nota che stona nel gameplay, in quanto spezzano l’armonia di immersione e narrazione che il titolo ci fornisce.

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Oltre ad un vasto arsenale di armi, tra cui fucili d’assalto ,granate elettriche o fucili laser, non mancherà una vera e propria specializzazione con due armi che aumenta tremendamente il nostro potere distruttivo a discapito di una velocità minore del nostro personaggio e di una minore precisione. Lo sviluppo del personaggio è affidato ad un albero di abilità a 4 rami: per poter sbloccare una determinata abilità dovremo prima aver compiuto determinati requisiti. Per farvi un esempio dovremo colpire alla testa 5 soldati con la pistola, uccidere 2 nemici con una sola granata, far fuori in modo furtivo 5 Tenenti e via discorrendo. Queste abilità difficilmente verranno sbloccate in una partita “senza pensieri”, quindi dovremo di volta in volta decidere su quale concentrarci e dedicarci al suo compimento durante le fasi di gioco.

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Doppio fucile, doppio divertimento

Non mancano collezionabili che rendono il gioco più esplorabile per i maniaci della perfezione: foto, documenti, reliquie d’oro o messaggi criptati da decifrare. Alcuni di questi sbloccheranno inoltre graditi extra come bozzetti, artwork o vere e proprie side quest.

Ma Wolfenstein: The New Order non è solo azione, infatti sarà piacevole gustarsi un intermezzo narrativo dopo una sparatoria. Il gioco è ben intervallato da intermezzi video splendidamente doppiati anche in Italiano e con scene e inquadrature degne di un film di Hollywood.

Abbiamo molto apprezzato anche le scene introspettive del nostro eroe B.J. Blazkowicz, dove potremo venire a conoscenza delle sue ambizioni, paure e sogni grazie ad un mix narrativo molto bilanciato. Da questo punto di vista l’unico elemento che potrebbe non coinvolgere tutti è il rapido passaggio da scene drammatiche a intermezzi molto leggeri, con battute e scherzi completamente scollegati dal climax creato poche sequenze prima. Questa è stata una scelta sicuramente ponderata che non ha convinto tutti in rete, ma c’è poco da fare: o la si ama o la si odia. I personaggi secondari sono forse poco curati, sia dal punto di vista emotivo ma anche da quello visivo: alcuni sono troppo simili tra loro e non è facile concentrarsi sullo sterminio dei Nazisti se ogni 15 minuti mi devo chiedere “hum.. ma chi era questo?”

Nonostante la natura FPS del titolo, raramente ci troveremo in situazioni in stretti corridoio con la sensazione di dover andare solamente dritti: spesso ci troveremo infatti a combattere in zone aperte con zone ricche di elementi quali kit medici, armature, o torrette utilizzabili contro gli stessi Nazisti. Inoltre, molti livelli hanno passaggi segreti, griglio di ventilazione o altri passaggi che ci permetteranno di ingaggiare lo scontro con un minimo di tattica.

Tutto questo cambia completamente con il proseguire dell’avventura o durante gli scontri con il boss di turno. Questi infatti ci massacreranno di proiettili a cui dovremo a nostra volta ricambiare con tutte le munizioni che abbiamo per abbatterli. Quando avremo finito le munizioni dovremo fare affidamento alle armi energetiche come i fucili laser, che fanno affidamento su una batteria portatile. Quando anche questa sarà esaurita dovremo correre alla più vicina stazione e attendere inermi che si ricarichi. Inutile dire che nel frattempo il boss non andrà a prendersi un gelato. D’altronde Bethesda aveva confermato che il gioco avrebbe avuto un livello di difficoltà sopra la media. Proseguendo dovremo fare sempre più affidamento sulle armi energetiche in quanto saranno quelle più reperibili e generalmente più potenti nelle fasi finali.

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5. Conclusione

Wolfenstein: The New Order è il perfetto esempio di gameplay old-school rivitalizzato da concetti e strumenti moderni. L’essenza dei primi Wolfenstein rimane intatta nonostante il drastico miglioramento visivo frutto del motore id.Engine 5. Le scene di azione sono cautamente mischiate con altre tipiche degli stealth-game e con intermezzi video di alcuni minuti.

La storia è ben strutturata e non presenta lacune degne di essere criticate, nonostante la rapida l’alternanza tra scene drammatiche e altre con humor da B-movie potrebbero non appassionare tutti. Questo viene completamente spazzato via dalla spettacolarità e adrenalina che trapela da molte scene, sia di gameplay che di intermezzi video. Una vera chicca è infine l’easter egg dedicato al Wolfenstein 3D, dove potremo rigiocare ad alcune scene del capitolo che ha reso in voga gli FPS vent’anni fa.

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I personaggi principali sono ben dettagliati dal punto di vista emotivo e potremo seguirne il loro sviluppo proseguendo con la storia, anche se avremmo apprezzato che questo stesso trattamento fosse riservato anche ai personaggi secondari che non riescono a lasciare il segno nella narrazione. Il sistema di abilità  è forse un pò macchinoso in quanto richiede una particolare attenzione per poter sbloccare abilità efficaci che ci aiuteranno nello sterminio del regime nazista.

Wolfenstein: The New Order è un FPS di prim’ordine che non dimentica le sue lontane origini, pieno di azione, elementi stealth ed epici intermezzi. E’ sicuramente un ottimo esempio di come si può trasformare un successo old-school in un’esperienza video-ludica moderna che non tradirà di coinvolgere vecchi fan e nuovi curiosi. In fondo, a chi non piacerebbe impugnare due fucili laser e sterminare qualche decina di robot Nazisti?

si ringrazia l’ufficio stampa per il prodotto recensito

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