Un alto funzionario militare iraniano ha detto che l’ industria petrolifera iraniana è stata recentemente colpita da un potente virus per computer che ha delle capacità di furto dati del tutto nuove.

Gholam Reza Jalali, a capo di un’unità militare iraniano incaricata della lotta al sabotaggio, ha detto che gli esperti iraniani avevano trovato e sconfitto il virus “Flame”. Jalali ha dichiarato alla radio statale che l’industria petrolifera era l’unico organismo governativo interessato e tutti i problemi erano stati risolti. Non è chiaro quale fosse l’obbiettivo del virus e come abbia fatto ad infettare i computer dell’industria petrolifera.

La faccenda si è risolta comunque senza grossi danni, nonostante una prima fase di sconcerto.

Kaspersky, la società produttrice del famoso software antivirus, ha analizzato Flame, e ha scoperto che si tratta di un complesso strumento di spionaggio e furto di dati. Il virus ad esempio può attivare il microfono del computer e registrare le conversazioni, tracciare i tasti premuti, salvare schermate, esaminare il traffico e comunicare via Bluetooth con dispositivi vicini.

Kaspersky ha tracciato sistemi infetti da Flame, attivo dal 2010, in Africa e Medio Oriente, in particolare in Iran, Israele, Sudan, Syria, Libano, Arabia Saudita ed Egitto. Si ritiene che da circa due anni Flame sottragga informazioni riservate da “migliaia di computer” nei paesi citati, e che le trasmetta poi a destinatari sconosciuti. Flame per diffondersi utilizza un bug nel processo di stampa di Windows (ora corretto) e il collegamento USB.

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