Il sito di Vitrociset, azienda specializzata in sistemi elettronici e informatici nel campo civile e militare con numerosi rapporti con apparati statali, è stato defacciato questa mattina dal gruppo Anonymous. Gli hacker hanno dichiarato di essere riusciti a penetrare nella root del server.

Si tratta del secondo attacco al sito di Vitrociset in pochi giorni, il primo è stato effettuato meno di una settimana fa, seguito dal down del sito, che è stato messo offline dagli amministratori per tentare di correggere le vulnerabilità di sicurezza. Anonymous è riuscita comunque a riprendere il controllo del server, umiliando di fatto i tecnici informatici dell’azienda e infliggendo un duro colpo alla fama di affidabilità del sistema Vitrociset.

Al momento il sito è tornato offline, ma possiamo comunque mostrarvi le immagini dell’attacco.

Di seguito il messaggio di rivendicazione lasciato dal team di hacker:

“Siamo oltremodo felici che le 72 ore di downtime che avete avuto per fare un audit approfondito dei vostri sistemi siano state così ben spese, e notiamo compiaciuti che la vostra efficienza nel garantire elevati standard di sicurezza non è stata minimamente incrinata dalla nostra vile azione”.

“Mossi da compassione abbiamo deciso di darvi un altro piccolo tip e lo facciamo con una nuova incursione per rendervi noto un fatto sconvolgente: Ci sono ancora falle nei vostri sistemi!“.

Siete veramente una farsa e questo non fa altro che rafforzare la nostra opinione che tutti i contratti che avete in essere con enti governativi/statali/pubblici dovrebbero essere rescissi e gli appalti reindetti in maniera chiara, perché non ci spieghiamo come abbiate fatto ad aggiudicarvi commesse da cifre a 6 zeri“.

“Modificare la vostra pagina Wikipedia in un evidente e patetico tentativo di mascherare il vostro Epic Fail non è stata la migliore delle vostre idee, ma farlo da un IP del vostro range è stato se possibile ancora peggiore…”.

Secondo il sito thehackernews.com Anonymous avrebbe sottratto documenti segreti al CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), tra cui le prove dello spionaggio da parte della cyberpolizia italiana nei confronti dell’ambasciata indiana e di aziende collegate alla Difesa russa.

Da quanto lasciato trapelare sembra che il nostro paese fosse interessato in particolare ai progetti per le centrali nucleari e sugli idrocardubi di aziende russe come Atomstroieksport e Gazprom.

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